domenica 20 agosto 2017

"LO STATO HA VINTO , CHIUDO LA PARTITA IVA E .. "


1.non dovrò più umiliarmi in banca per spiegare che il mio bilancio fa schifo, non perchè non so lavorare ma perchè i clienti non pagano
2. non dovrò più essere costretto ad usare i fidi bancari a tassi osceni
3. non dovrò piu pagare quote associative ad associazioni che alla fine dei conti ti aiutano solo ad adempiere agli obblighi
4. non dovrò piu pagare il commercialista e il consulente del lavoro
5. non dovrò mai più pagare avvocati
6. non dovrò piu comprare marche da bollo da 14,62 e poi da 16,00 per il libro giornale e il libro inventari
7. non dovrò piu pagare il canone per le licenze dei software
8. non farò più la comunicazione dati iva
9. non farò piu la dichiarazione modello unico e non pagherò più l’irpef
10. non farò piu la dichiarazione irap e non pagherò più l’irap
11. non pagherò piu gli f24 per l’inps e l’inail
12. non dovrò mai più richiedere un durc
13. non dovrò mai più pagare la cassa edile
14. non farò piu lo spesometro
15. non farò piu gli studi di settore
16. non dovrò più mandare lettere per la tutela della privacy e redigere il documento programmatico
17. non dovrò più andare a fare il corso pronto soccorso e corso antincendio
18. non dovrò mai più sentire parlare di sistri e di registro rifiuti
19. non avrò più bisogno di pagare manutenzioni di stampanti e computer
20. non dovrò più chiedere la fattura quando vado a mangiare una pizza
21. non dovrò più tenere tutti gli scontrini di qualsiasi acquisto
22. non dovrò più andare all’agenzia entrate
23. non dovrò più lottare contro l’equitalia e fare la conoscenza anche con la nuova sanguisuga
24. non dovrò più svenarmi per pagare i finanziamenti
25. non dovrò più passare notti in bianco per pensare come fare per pagare i miei dipendenti perchè grazie a voi li ho dovuti tutti licenziare ed ora tocca a te stato dargli un posto di lavoro visto che hanno famiglia e mutui da pagare
26. non dovrò più subire la gogna di processi penali con il giudice di fronte e la gabbia a destra , solo perché a volte ho dovuto decidere se pagare gli stipendi o i contributi perché non avevo alternativa
27. non dovrò vivere più con l’ansia giornaliera del postino che mi stava distruggendo la salute o aprire la pec che è diventata la nostra roulette russa ... oggi sarò vivo o affondato ?
Ora venite tutti a prendere gli immobili, venite pure la porta è aperta !
Lo Stato e le banche vogliono i muri ?? Che se li prendano. Vendete all’asta quello che volete, la porta è aperta !
Decreti ingiuntivi, atti di precetto, ipoteche, sequestri, pignoramenti, fate pure ! La porta è aperta.
PORTATE VIA TUTTO, SVENDETE TUTTO ne avete diritto con i titoli esecutivi.


Andrea P.

- Questo purtroppo è uno dei tanti messaggi privati simili che colleghi o ex colleghi mi inviano , renderle pubbliche è un atto dovuto , perchè troppi italiani sono volutamente tenuti all'oscuro di ciò che sta accadendo nel Paese , mentre vengono divulgati dati montati ad arte. Senza un reset sarà difficile ripartire . Abbiamo l'obbligo e il dovere di provare a cambiare .. nonostante uno Stato che essendo nemico delle imprese diventa anche nemico di chi ci lavora dentro e di chi aspira a un posto di lavoro mentre in TV festeggiano gli zero virgola .

Lino Ricchiuti - Presidente nazionale movimento Popolo Partite Iva
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PERCHE’ IN GIAPPONE IL TERRORISMO ISLAMICO NON ESISTE!

Negli ultimi anni, oltre alla crisi economica, il mondo ha dovuto affrontare anche il problema emergente dell’estremismo islamico e, per confermare ciò, basta dare un’occhiata ai numeri sempre più crescenti degli attacchi terroristici nel mondo.

Dal 2011, con la comparsa sulla scena mondiale dell’ISIS, il numero delle vittime degli attacchi di fattrice islamica è nettamente cresciuto, assieme alla quota di Musulmani nel terrorismo mondiale che è sempre più in costante avvicinamento al 100%.

Nel 2013, secondo il Dipartimento di Stato Statunitense, un totale di 9.707 attacchi di origine terrorista è avvenuto in tutto il mondo, provocando più di 17.800 morti e più di 32.500 feriti. In aggiunta, più di 2.990 persone sono scomparse o sono state prese in ostaggio. Le informazioni riguardo i perpetratori sono state riportate, dal materiale di base, per il 32% degli attacchi terroristi nel 2013.

E di questo 32%, solo tre gruppi terroristici musulmani, i Talebani, ISIS e Boko Haram, sono stati ritenuti responsabili di 5.655 morti, all’incirca del 31.76 percento. Ciò vuol dire che della prima percentuale la stragrande maggioranza sono state perpetrate da soli tre gruppi terroristici, ossia più del 50% che esiste in questo mondo sempre più turbolento.

A questo punto sembrerebbe che non ci sia un singolo Paese dove i musulmani non possano innalzare le proprie bandiere, invece no! Esiste uno Stato abbastanza singolare, non uniforme al pietismo che oramai prevale sempre di più nel continente americano ed europeo, dove non è stato finora perpetrato un attacco terroristico sul proprio suolo. Il nome di questo Paese è il Giappone.

Ovviamente, si penserà che il Giappone ha raggiunto questo risultato attraverso politiche d’integrazione super efficaci, attraverso l’utilizzo delle più avanzate tecnologie ed assegnando miliardi di yen nella costruzione di centinaia di moschee e di scuole islamiche in tutto il territorio nazionale, vietando il maiale nei luoghi pubblici, introducendo ore separate per maschi e femmine nelle piscine, con i dottori maschili che non osano toccare i genitali delle loro pazienti, le donne musulmane che ottengono un immenso aiuto sociale ogni volta che hanno un figlio, i tribunali della Sharia introdotti nel sistema giudiziario giapponese ed, infine, il Corano che viene considerato come un testo sacro.

Niente di tutto questo. La soluzione a tale rompicapo è tanto semplice, quanto efficace: il Giappone è semplicemente chiuso ai musulmani, non nel senso che sono banditi, ma che il numero di permessi date alle persone provenienti dai Paesi islamici è molto basso. Ottenere un visto di lavoro non è facile per chi profeta la religione di Maometto, anche se sono fisici, ingegneri e manager mandati da compagnie straniere che sono attive nella regione. Come risultato, il Giappone è un “Paese senza musulmani”.

Non c’è una stima precisa della popolazione musulmana. Secondo la dichiarazione dell’ex presidente dell’Associazione Islamica Giapponese Abu Bakr Morimoto “per dirla francamente, solo un migliaio. Nel senso più ampio, voglio dire, se non escludiamo coloro che sono diventati musulmani per motivi, diciamo, matrimoniali, e non praticano la religione: allora il numero sarebbe di poche migliaia”.

Invece, uno dei leader della comunità Islamica in Giappone, Nur Ad – Din Mori, alla domanda “Che percentuale della popolazione totale del Giappone è musulmana?” ha risposto “Uno su centomila”.

Attualmente la popolazione Giapponese è di 130 milioni e quindi, se le risposte dei due leader Islamici sono corrette, dovrebbero esseri circa 1300 musulmani. Ma anch’essi, che hanno ottenuto i permessi dall’immigrazione e vivono da molti anni nel Paese hanno pochissime chance di diventare cittadini a tutti gli effetti.

Ufficialmente il Giappone vieta di esortare le persone ad adottare la religione dell’Islam, e qualsiasi musulmano che incoraggi ciò è visto come proselite di una cultura straniera indesiderabile. I promotori, per l’appunto, che sono troppo attivi rischiano la deportazione e, qualche volta, dure condanne di carcere.

La lingua arabe è insegnata in pochissimi istituti accademici: se ne può trovare, infatti, soltanto uno, l’Istituto Arabo Islamico a Tokyo. Inoltre l’università internazionale, sempre nella Capitale, non offre corsi di arabo. Importare il Corano in Arabo è praticamente impossibile, ed è permesso solo la versione adattata in Giapponese.

Fino a poco tempo fa, c’erano solo due moschee in Giappone: la Tokyo Jama Masjid e la moschea di Kobe. Ora, il numero totale di siti di preghiera è contato in circa trenta moschee a piano singolo ed un centinaio di stanze d’appartamento stanziati per le preghiere, e la società giapponese si aspetta, appunto, che tali persone preghino nelle loro case: non esiste, infatti, alcuna preghiera collettiva nelle strade o nelle piazze, e chi lo fa può ottenere delle multe molto “salate” o, in quei casi in cui la polizia giapponese ritiene seri, espellere dal Paese i partecipanti.

Dal punto di vista lavorativo, le aziende giapponesi in cerca di lavoratori stranieri fanno espressamente notare che non sono interessati ai musulmani. Non esiste alcuna traccia di Sharia, ed il cibo Halal è estremamente difficile da trovare.

La popolazione, in generale, tende a percepire l’Islam come una “religione strana e pericolosa” che un vero cittadino giapponese dovrebbe evitare, e gli omicidi avvenuti ad inizio anno dei due connazionali Haruna Yukawa and Kenji Goto per mano dell’ISIS non ha certamente migliorato la situazione.

La cosa più interessante, di tutto ciò, e che i giapponesi non si sentono in colpa per un approccio così “discriminatorio” all’Islam, e che non dovrebbero chiedere scusa ad alcuno per il modo negativo in cui percepiscono tale religione. Certamente fanno trattati economici con gli arabi per il gas ed il petrolio, questo sì, e mantengono buone relazioni con gli esportatori medesimi, ma non con l’islam, e neanche con l’immigrazione musulmana. E, cosa strana, i musulmani in Giappone non provocano rivolte, non marchiano i giapponesi come “razzisti”, non bruciano macchine, spaccano finestre, tagliano le teste dei soldati per essere stati in Afghanistan, Iraq o in qualunque altro posto sulla Terra – e non c’è stato un singolo giapponese vittima di un attacco terrorista sul proprio suolo nazionale negli ultimi trent’anni.

Che l’Europa, attanagliata non solo dell’estremismo islamico ma anche dell’immigrazione selvaggia, debba prendere da esempio il modello giapponese per trattare direttamente il problema? Chissà.

Articolo a cura di Cristiano Ruzzi dell’Associazione culturale Zenit
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http://www.movimentobaseitalia.it/index.php/2016/03/27/perche-in-giappone-il-terrorismo-islamico-non-esiste/

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E’ una strage di italiani”.Ecco che cosa ci uccide come in guerra





La mortalità in Italia aumenta a livelli esponenziali con numeri da capogiro paragonabili ai tempi di guerra! A spiegare il perchè di ciò è Mario Giordano.

Di Mario Giordano per liberoquotidiano.it :*

In 8 mesi 46mila mila morti in più. Ogni mese, dunque, 5mila in più. Ogni giorno 166 in più. Significa che ogni ora in Italia muoiono 7 persone in più rispetto all’ anno scorso. È un’ enormità. Tanto più che per trovare una simile impennata nella mortalità bisogna risalire al 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale. E prima di allora al 1918, con la Prima Guerra Mondiale e l’ aggiunta dell’ influenza spagnola. Ma che cos’ è che sta sterminando gli italiani come se fossimo in guerra? Nessuno ha la risposta giusta, i demografi s’ interrogano, guardando i dati con stupore e preoccupazione. Ma è inevitabile che tutti pensino ad un’ unica grande causa. Il suo nome è: crisi. Purtroppo eravamo stati facili profeti: ogni generazione ha la sua guerra. I nostri nonni morirono nelle trincee del Carso, i nostri padri vissero fra Gestapo e bombardamenti. Noi siamo falcidiati da una depressione senza precedenti, unita naturalmente alle scelte assassine dell’ euro e dell’ Europa, applicate in Italia con ben nota ottusità. Dal rigor Monti al rigor mortis, il passo è stato evidentemente breve: sempre più anziani non hanno i soldi per curarsi, la prevenzione è andata a farsi benedire, l’ alimentazione è peggiorata, le famiglie in difficoltà sono aumentate a dismisura e i tagli ai servizi sociali rendono sempre più complicato trovare aiuti nel welfare. Ora dobbiamo dire che stiamo bene, sennò Renzi s’ arrabbia. Ma chi glielo spiega a quei 46mila connazionali che nel frattempo sono passati a miglior vita?*Numeri da epidemia – Ci potremmo provare. Scusi, signor defunto, lo sa che in Italia ora il Pil cresce dello 0,7 per cento? E il prossimo anno – parola del presidente del Consiglio – crescerà pure dell’ 1,5 per cento? Non si sente già un po’ meglio? Lo so che nel frattempo lei non può far crescere il suo Pil, al massimo fa crescere i crisantemi sulla tomba, ma che ci possiamo fare? Non mi faccia lo zombie-gufo, per cortesia, e mostri il volto dell’ Italia che ce la fa. Ce la fa a cosa? A defungere? Embeh? Ora non faccia come i giornalisti, che vedono sempre tutto nero. Sì, lo so che anche lei vede nero, ma non si formalizzi. E poi è solo perché il Parlamento non ha ancora approvato la riforma dei cimiteri, con l’ Italicum dei lumini e l’ abolizione delle lapidi. Altrimenti anche lei sarebbe già diventato renziano. Oserei dire: renziano da morire. Scherzi a parte, i dati dell’ Istat sono tragici. Nei primi otto mesi dell’ anno ci sono stati 445mila decessi contro i 399mila dello stesso periodo dell’ anno scorso. Un’ impennata dell’ 11 per cento.



Se si andrà avanti di questo passo, a fine dicembre i morti saranno 666mila, livello per l’ appunto mai più toccato in Italia dal 1945. Siccome, a quanto ci risulta, nel 2015 in Italia non c’ è stata una catastrofe nucleare e nemmeno un devastante terremoto, siccome non si è verificata un’ epidemia di peste bubbonica o di vaiolo pustoloso, a che cosa si può imputare questa crescita spaventosa? Certo: la popolazione invecchia. Certo: in inverno ci sono state meno vaccinazioni. E anche certi spettacoli della politica, a dir la verità, sono risultati piuttosto letali. Ma basta tutto questo a giustificare una strage simile a quella di una guerra mondiale? Ovviamente no. L’ unica spiegazione possibile è dunque quella della crisi economica. Quanti italiani hanno dovuto rinunciare a curarsi? Quanti negli ultimi anni hanno peggiorato il loro livello di alimentazione? Quanti sono stati costretti a dormire per strada? La verità è che il peso della crisi, lunghissima e assassina, si sta riversando d’ improvviso sulle spalle sempre più fragili del Paese. E l’ effetto è così impressionante che non si può non tener conto, anche nelle scelte della politica. Siamo sicuri, per esempio, che si possa ancora risparmiare sulla sanità? Siamo sicuri che si possano nascondere tagli feroci sotto le parole dolci della “razionalizzazione”? Siamo sicuri che si possano aumentare i ticket per gli esami e ridurre i servizi? E questi 46mila morti non chiedono forse un intervento urgente sulla povertà? Magari provvedimenti più incisivi dei timidi tentativi contenuti in finanziaria?

Nodo Pensioni – E poi, ultimo ma non ultimo, se davvero la mortalità aumenta così rapidamente e il processo di allungamento della vita non è più “irreversibile”, come ci stanno spiegando gli esperti, ha davvero senso continuare ad allungare la vita lavorativa? Se la rotta demografica si è invertita così rapidamente, perché continuiamo ad alzare l’ età pensionabile? 46mila morti non bastano per cominciare a ripensare la legge Fornero? E che ci vuole allora? Lo sterminio degli ultrasessantenni? L’ annientamento dei capelli bianchi? L’ ecatombe al sapor di rughe e pannoloni?

Di Mario Giordano

https://www.fattidalweb.com/2017/08/17/mario-giordano-e-una-strage-di-italiani-ecco-che-cosa-ci-uccide-come-in-guerra/

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venerdì 18 agosto 2017

Le politiche di Austerità ammazzano 10.000 volte piu' dell’ISIS

Abu Bakr al-Baghdadi, il cosiddetto leader dell’ISIS, se si tratta di uccidere esseri umani occidentali anzitempo è… un principiante. Basta leggere lo studio dell’ANAAO ASSOMED corroborato dall’EUROSTAT.

Con un doppiopetto, la cravatta rossa, il rispetto di tutti al mondo e le autoblu blindate a Bruxelles o a Francoforte, di occidentali innocenti e prima del loro tempo se ne possono sterminare centinaia di migliaia di più dell’ISIS, senza rischiare neppure una multa per divieto di parcheggio.

Abu Bakr al-Baghdadi canta vittoria quando uno dei loro riesce a prendere un furgone e ad ammazzarne 13 di noi. Tredici in un giorno, che non è ogni giorno, no, è per fortuna un giorno ogni tanto. Mica come i presidenti e Commissari della Commissione Europea, i ministri dell’Ecofin e della Banca Centrale Europea, che di europei ne ammazzano migliaia al giorno, in Italia quasi 200 al giorno, ma non ogni tanto, NO, li ammazzano ogni 24 ore lungo 365 giorni all’anno da 4 anni almeno. E la mattina hanno l’Europa a riverirli.

Tredici morti, con ogni possibile rispetto per i familiari, sono meno di uno sbadiglio del Pianeta. Il motivo per cui diventano l’eruzione di Pompei ed Ercolano è solo grazie ai miei colleghi (bè, si fa per dire) che prendono la news dello psicopatico ISIS col furgone e la fanno diventare Hiroshima e Nagasaki. Ma dei sopraccitati Mega-sterminatori UE non scrivono, eh? No. No news planetaria per le vere stragi, eppure siete sempre voi persone che crepate. Basta leggere lo studio dell’ANAAO ASSOMED corroborato dall’EUROSTAT. Ma ancora un attimo.

Abu Bakr e simpatizzanti sono clinicamente degli psicopatici, ma robetta da pochino. Spiego. Cos’è, clinicamente, uno psicopatico? E’ un umano totalmente incapace di rapportarsi con, e riconoscere, la sofferenza altrui. Di certo il tizio amico dell’ISIS che guidava il furgone di Barcellona lo era. Ma uomini molto meno distorti di sti barbuti che sono cresciuti piuttosto sfigati, cioè parlo di uomini da sempre privilegiati e che stanno nei Palazzi del governo d’Europa, bè sti Signori sono molto più psicopatici dei barbuti ISIS. Le cifre parlano da sole, le avete lette sopra? Sotto più dettagli nello studio dell’ANAAO ASSOMED corroborato dall’EUROSTAT.

Cos’è un umano che crepa prima del suo tempo? Può essere uno che passeggiava a Madrid ieri ed è stato maciullato da un furgone, certo. Oppure può essere un ammalato a cui hanno detto per colpevole fretta, per colpevole incompetenza, e per colpevole mancanza di mezzi*, che lui aveva solo un banale adenoma all’ipofisi… ma in realtà era un adenocarcinoma. Eh… sapete, LE AUSTERITA’ Dl BRUXELLES, che si traducono in liste d’attesa, in reparti d’eccellenza italiani che si rarefanno come le stelle alpine, in giovani specialisti che devono fare turni di 12 o 16 ore perché altri professionisti non se ne possono assumere, e sti medici martiri arrivano a fine turno di 16 ore che vedono una TAC come una talpa vede il Cervino… Ma quell'ammalato, uno fra decine di migliaia con quel destino, lo hanno lasciato 4 anni ignaro, magari se si fosse intervenuto subito, magari quei 15 anni in più li aveva… come il tizio di Barcellona che se non fosse passato di lì quanti anni in più avrebbe avuto?

Dove sta la differenza? Entrambi sono uccisi da psicopatici*. E qui sta un chiarimento:

Come detto, il singolo morto di Barcellona ieri è stato ammazzato dallo psicopatico amico ISIS. Ma quello del finto tumorino, e centinaia di migliaia come lui in UE, CIOE’ ESATTAMENTE 68.000 ITALIANI OGNI ANNO, sono stati condannati a morte PREMATURA da terroristi economici psicopatici che tutti portano in palmo di mano perché hanno il doppiopetto blu, e si chiamano Junker, Buti, Draghi, Moscovici, o Vladis Dombrovskis. Sta gente delle nostre vite e delle nostre sofferenze FREGA MENO DI UN CAZZO, ci lasciano morire ESATTAMENTE come se c’imbattessimo nell’assassino ISIS. Con la differenza che la risma di bruti ISIS ne ammazzano migliaia di volte DI MENO di Junker, Buti, Draghi, Moscovici, o Vladis Dombrovskis. E’ un fatto, sono cifre, cari lettori.

Lisciati la barba Abu Bakr. Sono incappato in uno studio dell’ANAOO ASSOMED corroborato dall’EUROSTAT che ci racconta come le Austerità imposte all’Italia dalla Commissione Europea e dalla Banca Centrale Europea sono quasi certamente, con scarti di calcolo insignificanti, responsabili di almeno 68.000 italiani morti all’anno nel mio Paese prima del loro tempo, a causa dei drammatici tagli alla sanità imposti proprio dagli psicopatici consapevoli killer in doppiopetto blu. Morti ammazzati prima del loro tempo, come quelli di Barcellona. Ma tanti tanti più che a Barcellona , Bataclan, ecc.

Stragi inflitte a noi italiani da gente che non abbiamo mai eletto né voluto, ma sti assassini non stanno a Raqqa, stanno a Bruxelles e a Francoforte e a Palazzo Chigi. E se parliamo solo del mio Paese, l’Italia, questa strage non islamica si traduce in 186 esseri umani che schiattano, anche se non dovevano, ogni giorno. OGNI-GIOR-NO, E SOLO IN ITALIA. Poi ci sono gli altri PIIGS. Abu Bakr, no, non ce la farebbe mai.

Per dirvi, in Grecia dal 2008 sono 116.600, il doppio che in Italia. State capendo? Hey! Un morto sotto un furgone ISIS è IDENTICO A UN PADRE DI FAMIGLIA AMMAZZATO 15 ANNI PRIMA DEL SUO TEMPO DALLE AUSTERITA’. Ci arrivate?

Le Austerità ammazzano 10.000 volte l’ISIS se calcoliamo tutta la UE, per non parlare dell’Est Europa e dei 45.000 americani che crepano ogni anno per gli stessi motivi. L’attentato alla Boston Marathon? Vogliamo paragonare?

Allora, sinceramente, detta in termini semplici: perché la Repubblica, il The Guardian, lo Spiegel, Le Figaro, El Pais, non titolano mai per l’oceano di morti in UE, in Russia, in USA a causa dei Terroristi Economici di cui sopra, ma però si sbragano per i 13 di Barcellona ?

Elementary Watson, elementary…

PAOLO BARNARD

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UN ALTRO SUCCESSO DEL GOVERNO: NUOVO RECORD DEL DEBITO PUBBLICO

I media mainstream vi diranno che il debito pubblico italiano a Giugno 2017 è cresciuto pochino, anzi quasi nulla, anzi praticamente zero e che magari siamo vicini alla “svolta” (si ma nel culo).

Esattamente il contrario della realtà_:

Fateci caso, il debito pubblico italiano a Giugno 2017 è salito solo di 2 miliardi di euro, contro i 7 miliardi di Giugno 2016…..però…. la cassa ovvero i soldi liquidi o quasi in mano al tesoro a Giugno 2017 sono scesi di 6.3 miliardi di euro il che significa che in termini monetari reali il debito italiano a Giugno 2017 è salito di 8.3 miliardi di euro.


E a Giugno 2016 la somma fra incremento del debito e variazione di casa aveva portato a un MIGLIORAMENTO di 13 miliardi.

L’Italia si sta avvitando verso una micidiale spirale di debito per simulare una crescita economica asfittica e comunque insostenibile con la struttura di spesa pubblica richiesta.

Fuggite. Siate consapevoli, siate preparati.

p.s. L’Italia di solito a fine anno fa una operazione per “abbellire” il debito pubblico attingendo dalla cassa. Il problema è che ne rimane pochina

Rischio Calcolato

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mercoledì 16 agosto 2017

LA NUOVA PESTE STERMINA L’UOMO BIANCO. ORMAI SUPERFLUO

E’ ormai la prima causa di morte per gli americani sotto i 50 anni, quindi in età produttiva. Un americano su 91 ogni giorno muore per overdose da fentanyl, un oppioide sintetico, antidolorifico, che crea forte dipendenza. La chiamano “opioid epidemic”: 52 mila morti nel 2015, 59 mila nel 2016 (più 19%), già oltre 60 mila ad agosto 2017, saranno almeno 65 mila a fine anno. Aumenti spaventosi.

Gli Stati Uniti sono il paese con più morti per overdose del mondo per milione di abitante e lo sono per un differenziale enorme. 245.8 morti ogni milione all’anno contro i 26.4 per milione in Europa, dati del 2015, quindi 10 volte di più.

“Il 70 per cento dei corpi in questo obitorio dell’Ohio sono per overdose da oppioidi”
A morire per overdose non sono tanto i neri o gli ispanici, sono soprattutto i bianchi, e soprattutto i maschi bianchi.

Un coroner di Pennsylvania occidentale lamenta: ogni notte mi arrivano anche 13 corpi, non so più dove metterli; è come una peste. In vari stati i poliziotti sono stati forniti di naloxone, un farmaco d’emergenza: se trovano un morente per overdose, l’iniezione può salvarlo, ma ovviamente non fa nulla per ridurre il tasso di dipendenza.

Li prescrive il dottore.
Lo Stato dell’Ohio ha querelato cinque farmaceutiche che fabbricano e producono il fentanyl, per “favoreggiamento dell’epidemia” (E’ il libero mercato, ragazzi). Incredibilmente, il fentanyl viene prescritto dai medici, appunto come antidolorifico – almeno all’inizio. Poi i pazienti cominciano a comprarlo illegalmente. Ci sarebbe anzitutto da chiedere: per quali mai dolori gli americani si rivolgono al medico, se il medico trova normale prescrivere un “antidolorifico” oppioide sintetico “che è 50 volte più forte dell’eroina e 100 volte più potente della morfina”. Quali dolori – se non quelli incoercibili del cancro terminale – richiedono un tale palliativo? Oppure si tratta della necessità di “funzionare” sul lavoro anche se si soffre per un qualunque dolore perché non ci si può assentare? E poi: sono dolori fisici quelli che gli americani maschi bianchi vogliono soffocare con la prescrizione, o dolori spirituali a cui non sanno dare un nome?

Anche il male sociale è stato privatizzato. Te lo curi da te.

Il sito “Governing.com”, notiziario di tutti gli enti locali, osa un’altra diagnosi: “Non è come le passate crisi per droga, come quelle del crack o delle meta-anfetamine, non è la comparsa di una nuova classe di droghe che creano dipendenza a far morire ogni giorno 91 americani. Questa crisi degli oppiacei è una crisi del lavoro; è una crisi di affitti accessibili per le case. Le stesse forze che hanno rimodellato l’economia nel decennio scorso, hanno lasciato il vuoto riempito, in certe zone, dagli oppioidi”.

Ed aggiunge:

“Uno studio dell’Università di Pennsylvania dopo le elezioni presidenziali dello scorso novembre ha scoperto che il presidente Trump ha preso enormemente più voti del previsto in quelle province (contee) che registrano il più alto tasso di “morti da disperazione”, ossia suicidi, overdosi di droga o da alcolismo. Ciò mostra che molti americani si sentono lasciati indietro dall’economia che cambia, e non credono più che il quadro politico attuale li sta aiutando”.

Dunque sono i bianchi maschi, in età da lavoro, che devono “funzionare” anche se malati per non essere licenziati, gente che votava democratico, spesso, che invece hanno votato l’uomo nuovo che ha promesso, o anche solo dato l’impressione, di avere a cuore la loro tragedia? Forse i dolori che accusano questi bianchi non vengono dal corpo, né propriamente dallo spirito – ma vengono da una malattia sociale cui non sono più abituati a dare il senso giusto: ossia politico e collettivo, e che reinterpretano come un dolore privato, da “superare” e da “ingoiare”?

Ho già accennato – troppo in breve – a un altro studio di due università, la Boston University – Department of Political Science, e la University of Minnesota Law School, sul rovesciamento del voto in circoscrizioni tradizionalmente democratiche, che hanno rifiutato Hillary Clinton e votato invece per Trump: sono quelle dove un numero maggiore di soldati, giovani che avevano “servito la patria” nei 15 anni di guerre americane, sono tornati nelle bare, o vivi e mutilati, o invalidi psichici. Per lo studio, tre stati chiave per l vittoria di Donald, Pennsylvania, Michigan e Wisconsin, avrebbero dato la vittoria a Hillary se i vicini non avessero visto tante famiglie in lutto o con un invalido di guerra in casa. “Trump ha parlato a questa parte dimenticata dell’America”. L’America dimenticata che sta elevando una silenziosa protesta per il costo umano che sta subendo per sostenere i 15 anni di guerre insensate non solo politicamente, ma eticamente (sono infatti, sappiamo, “guerre per Israele”).

Il tasso immane di suicidi fra i soldati americani, da otto anni in crescita, è leggibile come l’estrema protesta silenziosa e impotente di un popolo per quello che lo costringono a fare?

Nella fanteria, la più colpita, si toccano il 29,9 suicidi per 100 mila persone, oltre il doppio della popolazione generale (12,6 per 100 mila). Punte di un suicidio ogni 2,2 giorni. Si uccidono molto gli appena arruolati, anche prima di essere dispiegati in territorio nemico; ma moltissimo i congedati: “Venti reduci ogni giorno muoiono per suicidio”, dice un rapporto ufficiale della Veteran Authority del 2016.

https://www.va.gov/…/Suicide_Prevention_FactSheet_New_VA_St…

“I soldati si uccidono per la guerra perpetua”.

Sulle cause, silenzio. Jason Roncoroni, un tenente colonnello che ha fondato una associazione di prevenzione del suicidio, tocca l’argomento tabù: “attribuisce il tasso fra i militari al sentimento, fra loro, che le guerre americane non finiranno mai, e l’aspettazione di missioni future senza fine. Abbiamo sfumato la linea tra il tempo di guerra e il tempo di pace…”.

Già: il tasso di suicidi s’è alzato dai primi anni 2000, inizio delle guerre “al terrorismo” (11 Settembre 2001), e non è mai calato. Anche, qui, sono i maschi bianchi a suicidarsi di più: i bianchi compongono poco più della metà dei soldati in servizio, ma i suicidi fra loro sono 7 su 10. Si piega sotto il fardello dell’uomo bianco, l’americano qualunque; l’uomo bianco che deve “funzionare”, e proprio per questo l’hanno caricato con un fardello che ormai lo schiaccia. E lui, sotto, incapace di sollevarlo, ci si uccide. Fatto istruttivo, solo l’armata israeliana ha tassi di suicidi paragonabili.

Aggiungiamoci i 500 omicidi l’anno nella sola città di Chicago, in cui sono coinvolti soprattutto negri, quasi due al giorno, e in continuo aumento. Nell’insieme è l’immagine di una popolazione che si autodistrugge, che si devasta. O che viene devastata dalla “economia che cambia” e “li lascia indietro”, con paghe sempre minori ed affitti da pagare, e la coscienza della propria inutilità.

E’ il capitalismo terminale, quello che fa profitti non più producendo merci ma producendo bolle finanziarie, che nella sua perfezione ideologica applicata persegue la massima efficienza come la intende: pagare il meno possibile il lavoro, precarizzarlo, sostituirlo con robot a tappe forzate, per retribuire al massimo il capitale finanziario.

Tale “efficienza” porta l’effetto paradossale ed opposto, che le imprese industriali rimaste in Usa fanno fatica a trovare lavoratori qualificati che non siano resi inservibili dall’oppioide. L’allarme è stato lanciato non da organizzazioni sociali, ma dalla stessa Federal Reserve. Le Fed di St Louis ha denunciato l’introvabilità di lavoratori non drogati, e quindi improduttivi, in un “Libro Beige” diffuso il 12 luglio.

La stessa Janet Yellen, la governatrice della Federal Reserve, ha spiegato in un’audizione al Senato che “gli oppioidi erano una delle cause del crollo della forza-lavoro”, insieme beninteso ai robot e alle delocalizzazioni.

Un crollo inaudito dalla ”partecipazione alla forza lavoro”, ossia delle persone che si offrono di lavorare. “Oggi, il 15% degli uomini fra i 25 e i 54 sono inspiegabilmente spariti dalla forza-lavoro – ossia uno ogni sette – nonostante il tasso di disoccupazione sia calato”. Sono drogati che non riescono più a funzionare…

(Vedi qui: “La Fed crede che la ragione per cui gli uomini non lavorano sono gli oppioidi” http://www.zerohedge.com/…/fed-says-opioid-crisis-reason-wh…).

La Yellen ha aggiunto di non capire e non sapere se “un così diffuso abuso di oppiacei sia la causa, o invece il sintomo di “malattie di lunga durata” che questi lavoratori” . Ecco, appunto: malattie non curate, perché mica ci si può assentare dal lavoro, e mica si può pagare l’assicurazione sanitaria e represse con il farmaco da prescrizione. L’efficienza capitalista terminale ha costituito una società anti-umana, dove i deboli e i poveri sono spregiati e trattati da bocche inutili, abbandonati.

L’abolizione di ogni protezione sociale (un costo), di ogni educazione superiore per chi non se la può permettere – e quella superiore che produce snowflakes senza spina dorsale, incapaci di sopportare la minima frustrazione esistenziale, legati al potere dal politicamente corretto, inutili per una rivoluzione – , l’ideologia permissiva e trasgressiva funzionale ai consumi superflui, si rivelano un regno sotto cui gli uomini si devastano e si danno la morte. Una specie di estrema, inconscia e impotente protesta contro un sistema radicalmente inumano e nichilista, non riconosciuto per tale dalle stesse vittime, che le spinge ad eliminarsi. A tal punto l’uomo è un animale “politico”.

Ovviamente il Sistema impone le sue cure in più alte dosi: ancora più robot per sostituire i salariati inefficienti, ancora più licenziamenti nei servizi, meno commesse e commessi negli shopping centers – che del resto chiudono l’uno dopo l’altro, perché si compra su Amazon e si risparmia.

La finanza speculativa persegue la perfezione della sua utopia disumana: non lasciare niente alle masse, per prendersi tutto, letteralmente tutto per sé.

(l’1 per mille al vertice s’è preso tutto, agli altri non ha lasciato niente. E’ la massima efficienza nell’allocazione del capitale. Poi l’uomo muore).
Uno degli effetti viene descritto così: “L’industria Usa della ristorazione è bloccata nel suo peggiore collasso dal 2009”. Sempre meno clienti. Si deve sapere che quando si parla di “industria della ristorazione” (ma non era un servizio?) non si intendono i ristoranti di lusso, ma i McDonalds e simili in cui mangia in fretta con 5 dollari un hamburger l’uomo comune. Quello che adesso è senza salario e si spende il poco che ha in oppioidi. Chi ci devono andare da McDonalds, secondo il capitalismo terminale? I robot con cui ha sostituito le persone?

E in questa spaventosa crisi e collasso di un intero popolo, cosa fanno le sinistre (alla Soros?) incitano i neri alla distruzione dei monumenti confederati; un’operazione sistematica cui si prestano i negri e gli snowflakes, e a cui i “suprematisti bianchi” di Charlottesville hanno reagito come sappiamo. Un modo molto astuto di deviare la rabbia popolare perché non si rivolga contro i loro veri oppressori.

Non si creda che queste cose in Europa non succederanno. Già stanno succedendo.

Chissà chi sono quegli italiani che spendono 14,5 miliardi l’anno in stupefacenti, la metà in cocaina.

“Il mercato del lavoro non si rivolge più a chiunque, ma cerca solo i più qualificati in alto e i non-qualificati affatto, in basso. Via la classe media! Le classi popolari non fanno più parte del progetto economico delle classi dirigenti, e non interessano il mondo intellettuale”: così il sociologo Christophe Guilluy in “La France Périphérique – Comment on a sacrifié les classes populaire”: dove dimostra come i veri poveri non stano nelle banlieues multirazziali tanto osservate dai media, che invece raccolgono almeno le briciole della nuova economia ultra—metropolitana, essendo vicine a Parigi (dove gli operai sono calati dal 254% all’8%, mentre i dirigenti sono passati dal 15 al 42%). No, i veri poveri sono i dimenticati del Nord ex industriale, dimenticati da tutti,che votano FN e affondano nell’alcolismo – vecchio segnale francese di disperazione. Ma per questo occorrerà un altro articolo.



L’articolo USA: LA NUOVA PESTE STERMINA L’UOMO BIANCO. ORMAI SUPERFLUO. è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

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NON IN MIO NOME.


Il Capo dello stato italiano (un abusivo eletto da un parlamento abusivo perché illegittimo) dichiara apertamente e senza alcun scrupolo che il Popolo Italiano non deve essere sovrano ma suddito.
Suddito di chi? Ci dica, di chi?
Così capiamo perché chi straparla è illegittimo:
Non in mio nome!
A) Corte costituzionale, sentenza 1/2014
il porcellum è incostituzionale:
1) nella parte in cui non veniva attribuita agli elettori la facoltà di esprimere preferenze per i candidati;
2) nella parte in cui veniva attribuito un premio di maggioranza senza che fosse prevista una soglia minima di voti oltre la quale avrebbe potuto trovare applicazione il premio.
Diversamente da quanto dicono tv, giornali e usurpatori, da nessuna parte (nessuna!) è scritto in sentenza che il Parlamento è comunque legittimo. V’è solo scritto che le Camere sono organi indefettibili, concetto – in diritto – totalmente diverso da quello di legittimità. La differenza è abissale e l’ho spiegata mille volte!
B) Corte di Cassazione, prima sezione civile, sentenza n. 8878/2014:
1) si è verificata una grave alterazione del principio di rappresentatività democratica.
Ciononostante, da più di tre anni e mezzo un manipolo di usurpatori del potere politico sta distruggendo il Paese, incurante della democrazia costituzionale e della sovranità popolare!
In nome di chi questi vigliacchi ed usurpatori tradiscono il Paese? In nome di chi?
Non in mio nome!
Non in mio nome!

D.N.F.

Una Cittadina Italiana


https://scenarieconomici.it/mattarella-dice-che-non-si-puo-tornare-alla-sovranita/

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martedì 15 agosto 2017

IL PROBLEMA DEI MIGRANTI ? BASTAVA LASCIAR FARE AI LIBICI E METTERE UN FRENO ALLE ONG




Una “Normalizzazione” nella crisi dei migranti sembra avvicinarsi. Non una soluzione, per la queale sarebbe semplicemente sufficiente applicare le norme sull’immigrazione, selezionando i veri rifugiati da chi viene qui per godersi un po’ di vacanze gratuite a spese dei contribuenti italiani. Ricordiamo che si prevede di spendere 4,6 miliardi per l’accoglienza dei migranti, più o meno ‘incasso dell’IMU sulla prima casa o 1/3 dell’IMU totale…

Alla fine per rallentare il flusso dei migranti sono stati sufficienti due eventi:

*far capire alle ONG che c’è una sottile differenza fra fare salvataggio in mare di persone in pericolo e fare i trafficanti di carne umana in collusione con i libici. Perchè quando si caricano dalle coste libiche gli immigrati non in pericolo si diventa direttamente complici degli schiavisti. Se poi si ricevono , anche in via indiretta tramite un prete cattolico Friburgo, le chiamate degli scafisti,si commette un reato, come finalmente si è resa conto la magistratura italiana che ha indagato tutti i comandanti della Jugend Rettet. Ci sono registrazioni che rivelano come questi loschi personaggi non lavorassero per il bene e per la gloria, ma per ottenere laute donazioni da altri personaggi poco chiari. Potremmo poi ricordare che Save The Children ha come AD il figlio di De Benedetti , poi coinvolto nella gestione dei CARA i centri di accoglienza degli immigrati, riuscendo ad integrare una vera e propria linea di produzione dell’immigrazione illegale, dalla materia prima al suo sfruttamento. E cosa dire di Medici Senza Frontiere, il cui amministratore ha grossi interessi politici in Francia e che è nota per essere una sorta di longa manus dei servizi di Parigi. Con l’immigrazione, dietro lo schermo di una pelosa beneficienza, le ONG hanno fatto lauti affari a spese degli italiani.

*che i libici decidessero di non volere estranei nei loro mari, ponendo 180 km come limite per l’accesso delle ONG. A quella distanza i trafficanti devono almeno fare la fatica di comprare delle barche vere, non dei gommoni di chewing gum, per portare loro gli schiavi da trasbordare ed il business diventa meno profittevole. Meno profitto, meno migranti, oppure si cambia rotta per dove l’utile può essere massimizzato, in questo caso la Spagna. Intanto anche Haftar è tornato a più miti consigli, affermando che non sparerà alle nostre navi, chiedendo denaro (tanto l’Europa paga chiunque, a partire dalla Turchia) ed andando a prendere ordini a Mosca, tanto per far capire con chi bisogna trattare.

L’immigrazione ha rivelato la pochezza della nostra politica, ei nostri benefattori interessati dell’ARCI e delle ACLI, che comandano Delrio a bacchetta. Alla fine è bastata una lieve minaccia della nostra magistratura e della guardia costiera libica (la nostra è al servizio degli scafisti, grazie al ministro cattocomunista Delrio) per ridurre il problema. La soluzione verrà solo dal prossimo governo, soprattutto se non ci sarà più il PD o la Boldrini !!!


https://scenarieconomici.it/il-problema-dei-migranti-bastava-lasciar-fare-ai-libici-e-mettere-un-freno-alle-ong/

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RENDIAMOCI CONTO CON CHI ABBIAMO A CHE FARE

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ATTENZIONE IMMAGINI FORTI, NON é UN FILM é REALTA'
 il video é stato censurato da facebook un gruppo islamico mentre tagliava la testa  di un ragazzo
vent'enne colpevole di chissa' quale crimine

la legge Islamica prevede il taglio della testa per i nemici dell'islam e per chi non rispetta alcune leggi coraniche qui sotto il taglio della testa di alcune donne alla mecca