venerdì 23 giugno 2017

VACCINI. L’ALLARME ERA NOTO AL GOVERNO USA DA ANNI. DATI UFFICIALI TERRIFICANTI.

Nel Giornalismo, per smentire, fare a pezzi il Promotore di una pratica che si ritiene pericolosa, socialmente nociva, l’unica cosa da fare è scavare nella pancia di quel Promotore e scovare le prove che lui stesso sapeva alla perfezione che ciò che oggi promuove (o impone) è pericoloso e socialmente nocivo. Se ci riesci, il Promotore è finito.
Oggi il maggior Promotore delle vaccinazioni al mondo sono gli Stati Uniti d’America, che impongono ai propri bambini 26 dosi-vaccini. Attenti: dose può significare un’iniezione con dentro tre vaccini, quindi immaginate.
E io sono andato nella sua pancia, al top, come sempre si deve fare: The National Institutes of Health, del governo USA, e specificamente il National Center for Biotechnology Information. E ho trovato la prova che il Grande Promotore delle vaccinazioni sapeva da anni a livelli di altissima ricerca governativa che esistono pericoli MORTALI, e ignorati, sui vaccini, con prove terrificanti.
Questo è un articolo, non un Medical Paper, per cui devo molto riassumere.
Nel settembre 2011, The National Institutes of Healths, National Center for Biotechnology Information – la pancia del Promotore mondiale dei vaccini – pubblicava uno studio dal titolo “Infant mortality rates regressed against number of vaccine doses routinely given: Is there a biochemical or synergistic toxicity?”, dei ricercatori Neil Z Miller e Gary S Goldman.
Lo studio prende in considerazione la INFANT MORTALITY RATE (IMR = tasso mortalità infantile) e anche il fenomeno della SUDDEN INFANT DEATH SYNDROME (SIDS = sindrome del decesso improvviso infantile), in particolare in 34 nazioni ricche, ma anche nel Terzo Mondo.
(Avviso: DURANTE LA LETTURA RICORDATE IL SIGNIFICATO DELLE SIGLE IMR = tasso mortalità infantile – SIDS = sindrome del decesso improvviso infantile).
Già le prime parole dello studio fanno sorgere dubbi: “Il programma USA di immunizzazione infantile specifica 26 dosi-vaccini per gli infanti di età inferiore a 1 anno – il maggior numero al mondo – eppure 33 nazioni ricche hanno un tasso di IMR inferiore”. Poi la cosa si fa seria. Ecco un altro passaggio:
L’analisi della regressione lineare della IMR media, ha mostrato un’alta correlazione statistica significativa fra l’aumento del numero delle dosi-vaccini e l’aumento dei tassi di mortalità infantile”.
E gli autori già all’inizio raccomandano che “E’ essenziale che si faccia uno scrutinio urgente della correlazione fra le dosi-vaccini, la loro tossicità biochimica o sinergistica, e il Tasso di Mortalità Infantile, IMR”.
Prima di continuare, lo studio fa a pezzi Bill Gates, infatti ci dice chiaro che se pensiamo ai bambini del Terzo Mondo, di gran lunga la maggior causa di IMR non ha nulla a che vedere con le classiche malattie dell’infanzia, ma con la malnutrizione. Li ammazza la fame. E qui viene una clamorosa smentita al Teorema Bill Gates che proclama le vaccinazioni di massa nei Paesi Poveri come via di salvezza dei bimbi. Leggete:
E’ istruttivo notare che le vaccinazioni sono diffusissime nei Paesi Poveri, con tassi di vaccinazioni di oltre il 90% dei bambini presenti… eppure hanno lo stesso una IMR tragica. Per dare un termine di paragone, la IMR degli USA è 6,2 morti su 1000 parti; il Gambia obbliga i bambini a 22 dosi di vaccini, ma la IMR è di 68,8. La Mongolia somministra lo stesso numero di dosi vaccini, con IMR di 39,9. Questo prova che la IMR in molto del Terzo Mondo ha assai più a che fare con la malnutrizione, acqua infetta, e sistemi sanitari carenti. Non l’assenza di vaccini”.
Ma peggio: “Abbiamo scoperto che anche nei Paesi in via di Sviluppo esiste una relazione contro-senso fra il numero dei vaccini somministrati e la IMR: le nazioni con la peggiore IMR sono quelle che somministrano ai bambini il maggior numero di vaccini”.
Lo studio torna all’Occidente ricco: “Gli USA hanno visto pochissimi progressi nella IMR dall’anno 2000, e le tradizionali cause di IMR (da parto ecc.) non spiegano questo fenomeno… Si noti che nel 2009, cinque delle 34 nazioni con il miglior tasso di IMR richiedevano solo 12 dosi-vaccini, il numero minore, mentre gli Stati Uniti ne richiedeva 26, il maggior numero al mondo”.
Ora attenti a questa frase, di nuovo (ignorate la parte tecnica in inglese, metto la conclusione in italiano grassetto): “A scatter plot of each of the 30 nation’s IMR versus vaccine doses yielded a linear relationship with a correlation coefficient of 0.70 (95% CI, 0.46–0.85) and p < 0.0001, fornendoci la prova di una correlazione positiva: IMR e dosi-vaccini tendono a crescere assieme”. Bimbi morti e vaccini vanno di pari passo. Mica nulla.
E un passaggio lapidario: “Fra le 34 nazioni ricche analizzate, quelle che richiedono il più alto numero di vaccini, tendono ad avere la peggior IMR”.
Ricordo ai lettori che si parla di bimbi vaccinati che crepano, IMR significa MORTE DEL FIGLIO, peggio che l’autismo, molto peggio.
Gli studiosi del The National Institutes of Healths, National Center for Biotechnology ora rivolgono la loro attenzione alla SUDDEN INFANT DEATH SYNDROME (SIDS = sindrome del decesso improvviso infantile).
E anche qui l’incipit è tragico: “Prima dei programmi di vaccinazione, la SIDS era così rara che neppure veniva citata nelle statistiche della IMR”. La tempistica è altrettanto allarmante: “Negli USA le campagne di immunizzazione nazionali iniziarono nel 1960, e per la prima volta nella Storia i nostri bambini furono inoculati contro difterite pertosse tetano, polio, morbillo, orecchioni e rosolia. Improvvisamente nel 1967 la clinica medica coniò una nuova forma di mortalità infantile, la SIDS. E dal 1980, la SIDS è divenuta la maggior causa di mortalità postneonatale in America ”.
Continuano: “Uno studio di Torch scoprì che 2/3 degli infanti morti di SIDS erano stati vaccinati contro la difteria pertosse tetano appena prima di morire”. Altri ricercatori citati, Fine & Chen, dissero: “I bambini muoiono di SIDS a un tasso quasi 8 volte superiore alla norma entro 3 giorni dall’inoculazione contro difterite pertosse tetano, ”. E ancora, con un finale essenziale: “Uno studio di Ottaviani et al. ha documentato il caso di un infante di 3 mesi morto di SIDS dopo una inoculazione di 6 vaccini contemporaneamente… Ottaviani et al scrissero: ‘Questo caso ci offre un allarme unico nel capire il possibile ruolo di queste vaccinazioni nel causare morti improvvise in bambini vulnerabili… Senza studi anatomopatologici su larga scala di questi decessi infantili, alcuni casi chiaramente correlati alle vaccinazioni verranno ignorati’ ”.
Ok, torno a voi lettori e lettrici.
Ciò che avete letto è documentazione scientifica ufficiale al più alto livello sanitario tecnologico del mondo, gli USA, e soprattutto è stata partorita ALL’INTERNO DEL GOVERNO DEGLI STATI UNITI D’AMERICA, IL PROMOTORE MONDIALE DEI VACCINI.LORO SAPEVANO CHE I VACCINI POSSONO UCCIDERE.
Credo che quanto sopra dovrebbe oggi diventare uno degli articoli più letti d’Italia da sempre, e non perché lo firma Barnard, ma perché proprio provenendo dalle viscere del Grande Promotore, delle sue multinazionali e della Ministra Beatrice Lorenzin, questo studio li fa letteralmente a pezzi.
Datevi da fare. Lo studio “Infant mortality rates regressed against number of vaccine doses routinely given: Is there a biochemical or synergistic toxicity?”, dei ricercatori Neil Z Miller e Gary S Goldman, già nel 2011 si concludeva così:
Nations that require more vaccine doses tend to have higher infant mortality rates.”
Cadaveri di bambini, mica nulla. E allora sulla base di quanto sopra, un genitore italiano oggi può pretendere la libertà terapeutica per i suoi bimbi. 
IL DIBATTITO SUI VACCINI VA RI-A-PER-TO.
I vaccini possono ammazzare, lo dice il Grande Promotore. Cara Ministra, siete all’angolo.
Paolo Barnard
http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1756
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La rivoluzione può attendere: è boom di prestiti per andare in ferie ...

Già, perché i dati pubblicati l’altro giorno da un’inchiesta di Facile.it e Prestiti.it sono abbastanza sconvolgenti, soprattutto se associati a un popolo che nei talk televisivi sembra sempre pronto a dare l’assalto al Palazzo d’inverno, mentre piange miseria. e grida contro negri e rom. Il prestito medio è di 5mila euro per andarsene in ferie e, magari, tenersi il resto per le incombenze di settembre: dal 1 gennaio al 31 maggio di quest’anno, sono stati erogati ben 33 milioni di euro per sostenere i costi di viaggi a breve, medio o lungo raggio. Su oltre 60mila domande di finanziamento, il 38% sono state presentate a maggio, evidenziando una tendenza a rivolgersi ai prestiti maggiore con l’approssimarsi del periodo estivo. E quei 5mila, agognati euro – i quali corrispondono a una rata mensile media di 113 euro – rappresentano un aumento del 7,7% rispetto all’anno scorso, mentre la durata media dei piani di restituzione si aggira intorno ai quattro anni.

Così un responsabile di Facile.it ha spiegato il trend a “Il Giornale”: “Piuttosto che rinunciare alla vacanza tanto desiderata, gli italiani fanno in modo che questa pesi il meno possibile sulle finanze familiari, dilazionandone il pagamento in periodi anche piuttosto lunghi. La durata media dei piani di restituzione dei prestiti, ad esempio, è di circa quattro anni”. Lo studio ha anche analizzato il profilo di chi chiede un finanziamento legato alle ferie: in media il richiedente ha 42 anni, nel 72% dei casi è uomo e, nel 76%, ha un lavoro a tempo indeterminato presso un’azienda privata. Inoltre, addirittura l’11% delle domande è firmata da un pensionato: con ogni probabilità, l’unico in famiglia con un’entrata sicura da dare in garanzia per ottenere un prestito da girare a figli o nipoti, almeno loro possono andare in ferie.Ora, ognuno dei suoi soldi e della sua vita fa ciò che vuole. Resta un fatto: finché ci si atteggerà a grandi rivoluzionari durante l’anno ma, approssimandosi ferie estive o natalizie, si torna unicamente consumatore pronto a tutto pur di postare un filmino su Facebook o una fotografia su Instagram, poi non ci si può lamentare dei tassi usurai delle banche, dell’inculata che sono le revolving, delle finanziarie che compaiono come funghi, dell’abuso di credito al consumo e carte di credito che sta trasformando gli italiani, risparmiatori da competizione, in americani, un popolo che vive e muore a debito. In una parola, non ci si può lamentare dello status quo, se appena intravediamo l’idea di mettere in valigia il costume, i propositi di rivolta lasciano spazio a un firma che ci vincolerà a un istituto e alle sua condizioni – mutabili – per i prossimi quattro anni.

Tramutandoci in schiavi, perché non serve scomodare la battuta di “Fight Club” – in base alla quale le cose che possiedi, prima o poi ti possiedono (soprattutto i debiti) -, per capire che più ti rendi economicamente dipendente da soggetti, siano essi banche o finanziarie, che campano su interessi e commissioni, clausole e tasse di apertura pratica, più ti stai tagliando i coglioni da solo. Capisco che questo sia sport nazionale in Italia, però sarebbe il caso di emanciparsi dall’autolesionismo sociale e chiederci in quella meccanismo infernale ci stiamo andando a infilare, per una settimana di ferie. Perché sottostando ai diktat della vita social e delle ferie come diritto sancito dall’ONU dell’edonismo imperante, stiamo facendo un regalo al nuovo modello che vogliono insediare: austerity sociale sempre più spinta ma alleviata dal contentino a debito, così non ti senti povero. E non ti incazzi davvero.

https://www.rischiocalcolato.it/2017/06/la-rivoluzione-puo-attendere-boom-prestiti-andare-ferie-fosse-vivo-ennio-flaiano.html

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mercoledì 21 giugno 2017

Tutto ciò che ci dicono su denaro e salute è manipolato ...

Come la Goldman Sachs, anche la Glaxo ha infiltrato il Governo. Tutto ciò che ci dicono su denaro e salute è manipolato, ma con i vaccini l'han fatta troppo grossa. Alla luce dei fatti che stanno venendo a galla spero che il CIttadino intelligente metta in discussione le terapie per il cancro, per il diabete (l'insulina non è certo la cura), per l'Autismo, per la depressione ..... La vera medicina cura senza farmaci, ma finchè gli studi "scientifici" son pagati dalla Glaxo, le vere cause - l'ambiente, i metalli pesanti, il cibo contaminato, l'aria, i vaccini, i farmaci stessi - verranno nascoste e la curà sarà ulteriori quintali di chimica che ci ammaleranno sempre di più.
In un regime serio questi rappresentanti del popolo andrebbero fucilati, unica soluzione per uscire da una situazione in cui la spavalderia di chi sta al vertice è senza limiti. Loro vogliono colpire uno (i medici dissidenti) per educarne 100; mi auguro che qualcuno inizi a muovere le mani colpendo un politico corrotto per educare gli altri. Questi stanno dimostrando che vogliono ammazzare i nostri figli, non meritano pietà.

QUALE È LA PROVENIENZA DEI MEMBRI DI QUESTO GOVERNO (AUTO-ELETTO) CHE HANNO RESO I 12 VACCINI OBBLIGATORI?

Ex consiglieri di amministrazione della Smith Kline rivestono cariche di primissimo piano nella sanità pubblica.
Da una banale ricerca su internet si scopre che la Glaxo (si proprio lei, la fabbrica del vaccino esavalente Infanrix) finanzia una fondazione, ente morale, nel cui consiglio di amministrazione siedono contemporaneamente uomini da lei designati e funzionari del Ministero della salute ed altre istituzioni pubbliche...
La Fondazione Smith Kline ha un consiglio di Amministrazione composto da nove membri così designati:
Cinque Consiglieri sono proposti da istituzioni pubbliche:

- Ministero della Salute - Dr. Emanuele Calvario, Segretario Particolare del Ministro
- Ministero dell'Università e della Ricerca - nomina in via di formalizzazione
- Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dr. Roberto Basso, Portavoce del Ministro
- Istituto Superiore di Sanità - Dr. Angelo Lino Del Favero, Direttore Generale
- Conferenza Stato Regioni - Prof ssa Flavia Franconi, Assessore alla Salute della Regione Basilicata
Quattro Consiglieri vengono designati dalla società fondatrice GlaxoSmithKline S.p.A.:
- Prof. Angelo Riccaboni, Magnifico Rettore dell'Università di Siena
- Prof. Gilberto Corbellini, Professore ordinario di Storia della Medicina e docente di Bioetica presso Università La Sapienza di Roma
- Dr.ssa Anna Lisa Nicelli, Vice Presidente e Segretario Generale FSK
- Dr. Giuseppe Recchia, Vice President Medical & Scientific GSK

Interessante, decisamente poco casuale...
Durante la conferenza stampa del Ministro della Salute, Lorenzin, vediamo sedere il Dott. Raniero Guerra. E' il primo a prendere la parola e ci snocciola numerosi e strabilianti cifre sulla scarsa copertura vaccinale raggiunta in molte regioni italiane (nel farlo ci scappano anche un paio di morti)... Diversamente dal suo adiacente collega, non scherza sulle reazione avverse; sembra semplicemente ingnorarle, ma (per contro) dà l'impressione di essere un uomo d'azienda.
Ma quelle mancate coperture vaccinali sembrano più un rimprovero da mancato realizzo di quote di vendita che imperativi sanitari. Ecco che la conferenza stampa si trasforma all'improvviso in una riunione di venditori da rimproverare e motivare. Allora mi domando: "Chi è il dott. Guerra?" Una rapida ricerca sul suo curriculum vitae (scaricato dal sito del Ministero) evidenzia che si tratta proprio di un ex consigliere della Fondazione Smith Kline, ora al Ministero della Salute, con l'incarico nientemeno che di Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria (cioè l'uomo chiave del Ministero, preposto alla gestione del business vaccinale)...

Antanio Miclavez


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L’imbecille globale è al potere

Ogni mattina, pomeriggio e sera, ovunque tu sei e a qualunque fonte d’informazione ti colleghi – video, radio, giornali, web ma anche film, concerti, omelie, lezioni a scuola o all’università, discorsi istituzionali – c’è un Imbecille Globale che ripete sempre lo stesso discorso: 

“Abbattiamo i muri, niente più frontiere tra popoli, fedi, razze, sessi e omosessi, non più chiusure in nazioni, generi, famiglie, tradizioni ma aperti al mondo”.

Te lo dice come se stesse esprimendo un’acuta e insolita opinione personale, originale; finge di ribellarsi al conformismo della chiusura e al potere del fascismo (morto da 72 anni) mentre lui, che coraggioso, che spregiudicato, è aperto, non si conforma, ha la mente aperta, il cuore aperto, le braccia aperte, è cittadino del mondo. Sfida i potenti, lui, che forte.

Sta ripetendo all’infinito, da imbecille prestampato qual è, il Catechismo Precompilato dei Cretini Allineati al Canone del Tempo. Tutti per uno, uno per tutti. L’Imbecille è globale perché lui sa dove va il mondo e si sente cittadino del mondo. L’idiota planetario si moltiplica in mille versioni.

C’è l’Imbecille Cantante che dal palco, ispirato direttamente dal dio degli artisti, dichiara che lui canta contro tutti i muri e tutti i razzismi. Che eroe, sei tutti noi.

Poi vedi l’Imbecille Attore o Regista che dal podio lancia il suo messaggio originale e assai accorato, perfettamente uguale a quello del precedente cantautore, ma lui lo recita come se l’umanità l’ascoltasse per la prima volta dalla sua viva voce. “Io non amo i muri, non mi piace chi vuole alzare muri” Che bravo, che anticonformista.

Segue a ruota l’Imbecille Intellettuale, profeta e opinionista che per distinguersi dal volgo rozzo e ignorante, dichiara anche lui la Medesima Cosa, sui muri ci piscio, morte al razzismo, morte a Hitler (defunto sempre da 72 anni), viva l’accoglienza, i neri, i gay e i trans.

L’Idiota Collettivo, versione ebete dell’Intellettuale Collettivo post-gramsciano, non pensa in proprio ma scarica l’app ideologica che genera risposte in automatico. Poi c’è l’imbecille a mezzo stampa o a mezzobusto che riscrive o recita ispirato l’identica pisciatina contro i Muri.

E poi c’è il Presidente o la Presidente, che in veste d’Imbecille Istituzionale, esprime lo stesso, identico Concetto, col piglio intrepido di chi sfida i Poteri Forti (ai cui piedi è accucciato o funge da zerbino).

Non c’è film, telefilm, concerto, spettacolo teatrale o sportivo, gag e omelia tv in cui non si ribadisca la lotta tra il Bene e il Male: Aperti e Filantropi contro Chiusi & Ottusi, Accoglienti contro Razzisti, Omofili contro Omofobi, Xenofili contro Xenofobi e Negrofobi.

Voi quelli del Muro, noi quelli del Telepass.

Le bestie da scacciare sono quasi sempre vaghe, anonime, mitologiche; e già, il male è sempre oscuro, cospira nel buio, non ha volto, solo maschere storiche o ridicole. Ora va di moda la maschera di Trumputin, in Europa di Le Pen, da noi di Salvini.

Tu senti uno, cambi canale e ne senti un altro idem, spegni la tv e senti alla radio un altro ma il Discorso è sempre quello, apri il giornale e leggi ancora l’Identica Opinione; a scuola idem con patate, all’Università peggio-mi-sento, i Palloni Gonfiati dai media compilano lo stesso Modello Unico.

Nessuno di loro è sfiorato da dubbi, invece a te sorge un primo dubbio: è un’allucinazione o è sempre la stessa persona, l’Imbecille Globale, che cambia veste, fattezze e mansioni e ripete all’infinito l’Identico Discorso?

Segue un secondo dubbio: ricordo male o eravamo in democrazia, che vuol dire libertà e pluralismo, cioè opinioni libere e divergenti a confronto? Loro non credono alla Verità, sono relativisti, però guai a dissentire dal Discorso Obbligato con fervorino finale anti-Muro.

Ma possibile che tutti la pensino allo stesso modo, conformi, allineati e omologati, e ritengano che la cosa più urgente e più importante del momento, il Messaggio Unisono da dare all’Umanità sia sempre quello? Allora ti sorge un terzo dubbio.

E se l’Imbecille Globale a reti unificate fosse il Grande Fratello del nostro tempo? Se fosse lui il Portavoce multiplo del Non-Pensiero Unico, cioè del nuovo regime totalitario-globalitario? E se fosse proprio quell’Uniformità Totale e quel corale accodarsi la miseria prioritaria del nostro tempo?

Non so voi, ma io di quell’Imbecille Planetario che ripete il Discorso Unico e Identico all’Infinito, non ne posso più.

Marcello Veneziani 19 giugno 2017
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martedì 20 giugno 2017

UNO STRANO PAESE

L’Italia è davvero uno strano Paese: ogni anno spedisce a Londra migliaia giovani laureati per fare i lavapiatti e mantiene i clandestini a vivere in albergo. E’ un Paese che lascia i propri concittadini colpiti dalla tragedia del terremoto a dormire nei container, ma ospita i profughi in centri di accoglienza come quello di Villa Camerata, che ho visitato lo scorso settembre: una villa rinascimentale immersa nel verde a due passi dal centro storico di Firenze.

A Rapallo gli immigrati dimorano presso l’Istituto delle Orsoline, una struttura residenziale di lusso, e hanno a disposizione: spiaggia privata, campetto da calcio, palestra, wi-fi e il pocket money per affrontare le spese di tutti i giorni. Poi il Governo non trova i soldi per sistemare gli esodati, lasciati senza lavoro e senza pensione.
L’accoglienza dei clandestini costa alla collettività 4 miliardi di euro all’anno, ma queste sono solo le cifre ufficiali. Quelle reali non le conosce nessuno, ma sono molto più alte. Il Governo provvede alle spese della Marina Militare e della Guardia di Finanza per le operazioni in mare, di cui non è dato conoscere il costo. Sappiamo però che questo stesso governo non trova le risorse per pagare la manutenzione e la benzina per le auto dei carabinieri. Si distaccano migliaia di poliziotti per le operazioni di identificazione, con costi non irrisori, mentre la Mafia spadroneggia in Sicilia e la ‘Ndrangheta nel Nord. Non si conoscono nemmeno i costi aggiuntivi affrontati dal sistema sanitario nazionale per la gestione dell’emergenza migranti: in compenso i pronto soccorso degli ospedali sono al collasso.
Non c’è più da meravigliarsi di nulla in un Paese dove i padroni sono tenuti a raccogliere gli escrementi dei loro cani, mentre gli stranieri ospiti cagano sui marciapiedi.
Enrico Montermini

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COLPO DI STATO FINANZIARIO, PERSONAGGI DA GALERA ,,,

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COLPO DI STATO FINANZIARIO, PERSONAGGI DA GALERA come Prodi ricevono ancora
pensioni d'oro, il loro posto é la galera a vita per alto tradimento dello stato e del popolo italiano

domenica 18 giugno 2017

LA SCIENZA NON E' AFFIDABILE

Il Nobel che vuole boicottare le riviste scientifiche
Randy Schekman attacca Science, Cell e Nature: rovinano la scienza mercificandone i contenuti e spingendo i ricercatori ad aggiustare i risultati

La scienza è a rischio: non è più affidabile perché in mano a una casta chiusa e tutt’altro che indipendente.

Lo dice Randy Schekman, biologo americano che ha appena vinto il premio Nobel per la medicina per aver scoperto il meccanismo che regola il trasporto delle molecole nelle cellule. Nuova icona anti-casta, Schekman lancia accuse violente, su un problema di cui in realtà si discute da tempo. Le principali riviste scientifiche internazionali – Nature, Cell e Science – sono paragonate a tiranni: pubblicano in base all’appeal mediatico di uno studio, piuttosto che alla sua reale rilevanza scientifica. Da parte loro, visto il prestigio, i ricercatori sono disposti a tutto, anche a modificare i risultati dei loro lavori, pur di ottenere una pubblicazione.
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Queste riviste, dice lo studioso, sono capaci di cambiare il destino di un ricercatore e di una ricerca, influenzando le scelte di governi e istituzioni. Ma il suo laboratorio (all’università di Berkeley in California) le boicotterà – ha detto al Guardian –, evitando di inviare alcun genere di ricerca.

Sfruttano il loro prestigio, distorcono i processi scientifici e rappresentano una tirannia che deve essere spezzata, per il bene della scienza. Almeno così la pensa il Nobel.

Come ha sottolineato Schekman, la tentazione di vedere i propri lavori pubblicati su quelle riviste spinge infatti i ricercatori ad aggiustare i risultati, per renderli più accattivanti e “alla moda”. Tutto questo ovviamente a discapito di scoperte magari meno trendy ma determinanti per il progresso.

Non pago, Schekman attacca anche gli editori, che, non essendo scienziati, preferiscono pensare allo scoop piuttosto che al valore intrinseco di un lavoro. Come dire, prima i soldi poi la scienza.

E addirittura, il prestigio di finire su quei giornali – ha denunciato il Nobel – ha spinto enti come la Chinese Academy of Sciences a pagare anche 30mila dollari i ricercatori che son riusciti nell’impresa di farsi pubblicare, costi quel che costi in termini di professionalità. E per alcuni – continua Schekman – queste tangenti rappresentano anche la metà dei loro stipendi. Schekman invita tutti i membri della comunità scientifica a imitarlo e a rifiutare questo ordine costituito, sostenendo piuttosto l’open-access (come fa lui da anni sul sito eLife). “Esattamente come Wall Street deve cancellare la vecchia cultura dei mega stipendi, allo stesso modo la scienza deve smetterla di assecondare la tirannia dei giornali di lusso”.

“Selezioniamo i lavori da pubblicare sulla base della loro rilevanza scientifica da oltre 140 anni“, ha risposto il redattore capo di Nature Philip Campbell. “Il sostegno che riceviamo dagli autori e dai critici sono l’unica conferma di cui abbiamo bisogno. Questo può portare a un certo successo mediatico, ma i nostri editori non considerano questo come l’obiettivo del nostro lavoro”.

È tuttavia certamente vero che l’affidabilità di un lavoro di ricerca passa attraverso il giornale che lo pubblica. Lo stesso Nature Publishing Groupha recentemente diffuso un sondaggio, condotto su oltre 20mila ricercatori, secondo cui i criteri giudicati fondamentali per scegliere la rivista a cui sottoporre i propri lavoro sono: la reputazione del giornale, la rilevanza che viene assegnata alla categoria per cui lavorano e l’impact factor. Quest’ultimo può tradursi con appetibilità, ovvero la probabilità che una pubblicazione sollevi interesse generale e copertura mediatica.

https://www.wired.it/scienza/lab/2013/12/11/nobel-boicottare-schekman-science-nature/

E' per questo che mi gira l'elica ogni volta che qualcuno dice "è scientifico". Soprattutto se non è uno del settore, crede nelle baggianate rese "scientifiche" dal un articolo pubblicato su riviste blasonate; e più sono blasonate, più sono corrotte. Non lo dico io, lo dice un premio nobel, e assieme a lui, e già da decenni, molti altri. Ci vogliono far passare per scientifiche le vaccinazioni, la chemio, le statine, l'Insulina come cura per il diabete....... e così i pazienti in terapia peggiorano la qualità di vita in modo scientifico, e muoiono in modo scientifico. E state certi che le loro morti non peggioreranno la statistica di quel chemioterapico, poichè il paziente sarà certamente morto per altri motivi; infarto, blocco renale...
FIniamola con i lavori scientifici pagati dalla Glaxo, sono morti da tempo. Per guarire bisogna disintossicare da cibo inquinato, aria insana, acqua sporca, denti metallici o morti, riequilibrare la flora batterica, eliminare i parassiti; e poi si guarirà da soli, senza farmaci.
Non è scientifico? Pazienza

Antonio Miclavez



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IUS SOLI LA NUOVA COLONIZZAZIONE

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NOI ITALIANI SIAMO DESTINATI A SPARIRE. Fatti fuori dagli stessi italiani che ci governano.

Nord-Europa ruba dal Sud-Europa come un tempo il Nord-Italia rubò al Sud-Italia, ne parlò anche Gramsci.

questa legge spingera' le donne africane emigranti economiche a lasciare l'Africa per L'Italia
e partorire in Italia, non so, a me questi governanti mi sembrano proprio fuori di testa, ma favorire
il proprio popolo mai???

lo ius soli ci afro-islamizzerà

Meluzzi senza paura: lo ius soli ci afro-islamizzerà. Rivela cause e colpevoli!


Alessandro Meluzzi si è sempre dimostrato un intellettuale senza timore, che esprime la propria opinione senza doverla addolcire, magari per non rischiare di inimicarsi qualcuno.

Certamente, non poteva mancare il suo intervento sulla legge più discussa del momento, lo Ius Soli. Le risposte ad alcune domande fattegli da Intelligonews, sono piuttosto esaurienti.


Cosa pensa dello Ius Soli? E’ giusta o no questa legge?

“Sono contrario, perché credo spalanchi le porte ad un numero infinito di sbarchi e di donne gravide africane che verranno a partorire sul nostro territorio per avere un figlio italiano. Nel quadro di una sostituzione etnica in atto credo che questo sia un elemento decisivo. La cittadinanza non è un fatto geografico o genetico, è un fatto valoriale e culturale e con questa legge temo andremo ad assestare un altro duro colpo alla nostra identità. Anzi, alla nostra civiltà”.

Il fatto che si parli di Ius Soli temperato vuol dire qualcosa? E’ un dato concreto oppure è soltanto una questione di termini?


“Non so cosa voglia dire, francamente questa mi sembra la classica goccia destinata a far traboccare un vaso già colmo oltre misura, con una situazione fuori controllo rappresentata da mezzo milione di sconosciuti che sbarcano ogni anno sulle nostre coste con un quadro di progressiva insostenibilitàantropologica e sociologica di cui vedremo alcuni effetti a breve ed altri a medio e lungo termine.

L’epilogo sarà quella progressiva afro islamizzazione dell’Italia già preconizzata da Oriana Fallaci e che oggi si va realizzando inesorabilmente fra l’indifferenza di molti e con alcuni apporti assolutamente colpevoli di chi sta accelerando questo processo. Non soltanto certa sinistra salottiera ma anche la Chiesa cattolica in base alla cosiddetta etica delle buone intenzioni di cui è lastricata la via dell’inferno molto diversa dall’etica della responsabilità di chi sa che ad ogni cosa deve corispondere una conseguenza ed una sostenibilità.

Mentre Francia e Inghilterra hanno il vantaggio di un passato coloniale, noi avremo soltanto lo svantaggiodi farsi carico di mezza Africa soprattutto la Nigeria da cui proviene anche un flusso criminale non indifferente“.


https://adessobasta.org/2017/06/16/meluzzi-senza-paura-lo-ius-soli-ci-afro-islamizzera/

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sabato 17 giugno 2017

EURO ; LA GRANDE PESTILENZA

Gli schiavi indottrinati dal televisore sono persone che, come me, da trent’anni si sentono dire, nelle Universita’, sui giornali, in tutti gli organi di informazione, le stesse menzogne:










L’unione (europea) fa la forza
Lavoreremo un giorno in meno e guadagneremo come se lavorassimo un giorno in piu’
In un mondo globale serve una risposta globale, non si puo’ restare con “l’Italietta”
La globalizzazione porta posti di lavoro e ricchezza a milioni di poveri cinesi e indiani
Il liberismo consentira’ a tutti gli uomini piu’ efficienti di diventare piu’ ricchi
Bisogna aver meno stato e piu’ mercato
Bisogna abbattere le barriere valutarie
Bisogna rimuovere gli ostacoli alla libera circolazione dei capitali
Bisogna avere un cambio forte
Bisogna tener bassa e controllare l’inflazione
Bisogna ridurre lo spreco pubblico
Il debito pubblico e’ il male assoluto
Il pubblico e’ male, il privato e’ bene
Per ridurre il debito pubblico bisogna tagliar la spesa pubblica
Per tagliar la spesa pubblica dovete far sacrifici
Se fate sacrifici oggi sui diritti al lavoro e alle pensioni, darete un mondo migliore ai vostri figli
Il mondo e’ globale
Chi rifiuta queste indiscutibili verita’ e’ un ignorante, un populista e un demagogo


La gente comune non comprende, perche’ non sa, dato che chi sa non permette di sapere.

Perfino la storia viene cancellata dalla memoria dei popoli. Popoli che oggi avvertono una disfatta epocale, perche’ la gente, a lungo andare, non crede piu’ alle teorie, alle parole, ai soloni.

La povera gente si guarda nelle tasche.
E trova meno soldi per comprare il pane sulla tavola, che infatti scarseggia.

E chi ha piu’ memoria, perche’ ha piu’ anni, ricorda che quando non compravamo tante BMW e Mercedes ed Audi, e sulle nostre strade giravano delle ben piu’ modeste FIAT, la gente era piu’ ricca.

Quando uscivi dalla scuola o dall’Universita’, non era un problema trovare un lavoro, perche’ le aziende pagavano molte meno tasse e potevano investire. Esistevano ancora investimenti pubblici, si costruivano strade e ospedali, gli anziani non si dovevano comperare le medicine e le agenzie di Rating, pagate dal sistema finanziario, non mentivano spudoratamente sullo stato di presunta insolvenza o rischio di presunto fallimento dello Stato.
E sai perche’?

Perche’ quello Stato era padrone del proprio debito, in quanto quella moneta era stampata in nome e per conto del popolo sovrano.

In questi giorni, nei quali interessi finanziari stranieri ci dicono come dovremmo riscrivere la nostra Costituzione, nei quali piccoli imprenditori si impiccano perche’ non possono tirare avanti e milioni di poveri sono sulle strade italiane, dopo che sono stati distrutti i sistemi del lavoro, del risparmio, della salute e della pensione, tanti si interrogano sulle reali cause di questa incompresa situazione.

Il diavolo, come si sa, e’ maestro dell’inganno, e chiama questa cosa “la crisi”.
Non esiste nessuna crisi.

Esiste una peste, un cambiamento pianificato e deliberato di sistema economico che, da decenni, e’ stato introdotto a un solo fine: quello di spostare la ricchezza in capo a pochi e la poverta’ in capo a molti.
Nella prossima puntata ti spiegheremo come questa storia abbia a che fare con la tua schiavitu’, con la poverta’, attraverso meccanismi economici perversi che partono da una parola: deficit.

Perche’ dietro il disegno di Europa solidale e progressista, dietro le belle parole della globalizzazione e del liberismo, vi e’ un piano di dominazione occulto e spregiudicato delle masse, attuato da una elite finanziaria non eletta da nessuno e al di fuori delle regole democratiche.

Perche’ chi e’ povero e’ debole e chi e’ debole e’ governabile dal tiranno.

Perche’ – infine – un popolo deve fare un primo passo indispensabile per uscire dalla schiavitu’.

Conoscere.




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La povertà non è una mancanza di carattere: è una mancanza di denaro


Vorrei iniziare con una domanda semplice: perché i ceti svantaggiati prendono spesso decisioni svantaggiose? Lo so, è difficile rispondere: ma diamo un'occhiata ai dati. I poveri fanno più debiti, risparmiano meno, fumano di più, bevono di più, fanno meno esercizio e mangiano peggio. Perché?

0:35La spiegazione tradizionale la diede una volta il premier inglese Margaret Thatcher. Che definì la povertà "un difetto della personalità."

0:43(Risate)

0:45Una mancanza di carattere, in sostanza.

0:48So che molti di voi non sarebbero così brutali. Ma che ci sia qualcosa di sbagliato nei poveri non lo pensava solo la signora Thatcher. Forse qualcuno di voi crede che i poveri dovrebbero rispondere dei propri errori. E altri potrebbero proporre di aiutarli a prendere decisioni migliori. Ma l'assunto di fondo è lo stesso: c'è qualcosa di sbagliato in loro. Se solo potessimo cambiarli; se solo potessimo insegnare loro come si vive; se solo ci ascoltassero. E a dirla tutta, questa è stata a lungo anche la mia, di opinione. Poi, appena qualche anno fa, ho scoperto che tutto ciò che pensavo di sapere sulla povertà era sbagliato.

1:36Tutto iniziò quando mi imbattei, per caso, nello studio di un gruppo di psicologi americani. Avevano viaggiato per 13.000 chilometri, fino in India, per uno studio affascinante. Il soggetto erano i coltivatori di canna da zucchero. Dovete sapere che questi contadini ricevono il 60 percento circa del loro reddito annuale in un unico trasferimento, appena dopo il raccolto. Sono pertanto relativamente poveri per una parte dell'anno, e ricchi l'altra. I ricercatori li sottoposero a due test del QI, prima e dopo il raccolto. Il confronto dei risultati mi lasciò senza parole. Nel test prima del raccolto, il punteggio era molto inferiore.Pare che gli effetti della povertà corrispondano a una perdita di 14 punti di QI. Per darvi un'idea, l'effetto è paragonabile a una notte insonne, o all'alcoolismo.

2:33Qualche mese dopo, seppi che Eldar Shafir, professore della Princeton University e co-autore di questo studio, stava arrivando in Olanda, dove vivo. Ci incontrammo ad Amsterdam per parlare della sua nuova, rivoluzionaria teoria della povertà. Posso riassumerla in due parole: mentalità della scarsità. Pare che il comportamento delle persone cambi, quando percepiscono una cosa come scarsa. E non importa molto cosa sia quella cosa - può essere tempo, denaro o cibo.

3:04Conosciamo tutti quella sensazione: abbiamo troppo da fare, o abbiamo saltato il pranzo per lavoro e c'è un calo di zuccheri nel sangue. L'orizzonte mentale si restringe alla carenza immediata - al panino che abbiamo bisogno di mangiare ora, alla riunione che inizierà fra 5 minuti o alle bollette da pagare entro domani. E la capacità di pensare a lungo termine va a farsi benedire. Per fare un paragone, pensate a un nuovo computer che esegue 10 programmi pesanti tutti allo stesso tempo. Prima rallenta, e fa errori su errori. E alla fine si inchioda - non perché sia fatto male come computer, ma perché deve eseguire troppe operazioni alla volta. I poveri hanno lo stesso problema. Non prendono decisioni stupide perché sono stupidi, ma perché vivono in un contesto in cui tutti farebbero scelte stupide.

3:53E all'improvviso mi è diventato chiaro perché molti dei nostri programmi di contrasto alla povertà non funzionano. Investire in formazione, ad esempio, si rivela spesso un buco nell'acqua. La povertà non è una mancanza di istruzione. Una recente analisi di 201 studi sui corsi di gestione delle finanze è giunta alla conclusione che non hanno quasi alcun effetto. Non fraintendetemi - non sto dicendo che i poveri abbiano la testa dura: certamente imparano qualcosa di utile. Ma non è abbastanza. Nelle parole del Professor Shafir, "È come insegnare a qualcuno a nuotare, e poi lanciarlo in un mare in tempesta."

4:35Rimasi lì, ancora lo ricordo. Non sapevo cosa pensare. E mi colpì il fatto che avremmo potuto arrivarci decenni prima. Questi psicologi non hanno fatto complicate scansioni cerebrali; hanno solo misurato il QI dei coltivatori, e quei test sono stati inventati più di 100 anni fa. Ricordai anche di essermi già imbattuto nella psicologia della povertà. George Orwell, uno dei maggiori scrittori mai vissuti, negli anni '20 sperimentò la povertà di persona. "L'essenza della povertà," scrisse all'epoca, è che "cancella il futuro."E si meravigliava di come, e qui cito, "La gente dia per acquisito il diritto di farti la predica e pregare per te, appena il tuo reddito scende sotto un certo livello."

5:19Queste parole conservano tutta la loro forza ancora oggi. La questione, ovviamente, è: cosa si può fare?Gli economisti moderni hanno qualche asso nella manica. Potremmo aiutarli a compilare i documenti, o mandare una notifica via sms quando è ora di pagare le bollette. Questo tipo di soluzione è molto popolare tra i politici moderni, soprattutto perché... beh, non costa quasi nulla. Soluzioni come queste, a mio avviso, sono un simbolo di quest'epoca in cui si trattano i sintomi di un male, ignorandone la causa sottostante.

5:56Perciò mi chiesi: perché non cambiamo il contesto in cui vivono i poveri? Oppure, tornando all'analogia del computer: perché continuiamo a ritoccare il software quando potremmo risolvere il problema installando un po' più di memoria? Lo sguardo del Professor Shafir si fece assente, e dopo qualche secondo disse: "Oh, ho capito. Intendi dare più denaro ai poveri per eradicare la povertà. Certo, sarebbe grandioso. Ma temo che quella marca di sinistra che avete ad Amsterdam non ci sia negli Stati Uniti."

6:37Ma è davvero una vecchia idea di sinistra? Mi tornò alla mente un'antica proposta, avanzata da alcuni dei più importanti pensatori della Storia. Il filosofo Tommaso Moro fu il primo ad accennarne nel suo libro, "Utopia", più di 500 anni fa. E ha sostenitori in tutto l'arco politico, da destra a sinistra, dal difensore per i diritti civili, Martin Luther King, all'economista Milton Friedman. Ed è un'idea incredibilmente semplice: il reddito di base garantito.

7:12Che cos'è? È molto semplice. Si tratta di un reddito mensile per coprire i bisogni di base: cibo, riparo, istruzione. È completamente incondizionato, quindi nessuno ti dirà cosa devi fare per averlo, né come devi spenderlo. Il reddito di base non è un favore, ma un diritto. Non comporta alcuno stigma sociale.Così, quando capii la reale natura della povertà, iniziai a chiedermi senza sosta: è questa l'idea che tutti aspettavamo? Potrebbe essere davvero così semplice? E nei tre anni successivi, lessi tutto ciò che potevo sul reddito di base. Navigai tra le dozzine di esperimenti condotti in tutto il mondo, e in breve mi imbattei nella storia di una città che ci era riuscita - aveva eradicato la povertà. Ma poi... quasi tutti se ne dimenticarono. [Atto 2: La città senza povertà]

8:04Questa storia inizia a Dauphin, in Canada. Nel 1974, in quella piccola città fu garantito a tutti un reddito di base, affinché nessuno cadesse al di sotto della soglia di povertà. All'inizio dell'esperimento, un esercito di ricercatori scese in città. Per quattro anni, tutto andò bene. Poi però un nuovo Governo salì al potere, e non vide molte ragioni di condurre un esperimento così costoso. E quando fu chiaro che mancavano i fondi per analizzare i risultati, i ricercatori decisero di chiudere i fascicoli in 2.000 scatole. Passarono 25 anni, e un giorno Evelyn Forget, una professoressa canadese, trovò quei risultati. Per tre anni sottopose i dati a ogni tipo di analisi statistica. E comunque li manipolasse, il risultato era sempre lo stesso:l'esperimento era stato un clamoroso successo.

9:04Evelyn Forget scoprì che gli abitanti di Dauphin erano diventati non solo più ricchi, ma anche più sani e intelligenti. Il rendimento scolastico dei ragazzi migliorò sensibilmente. Il tasso di ospedalizzazione diminuì addirittura dell'8,5%. Diminuirono le violenze domestiche e anche le denunce di disagio mentale.E la gente non abbandonò il posto di lavoro. Gli unici che lavorarono un po' meno furono le neo-mamme e gli studenti, che studiavano più a lungo. E risultati analoghi sono emersi, da allora, in moltissimi altri esperimenti in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all'India.

9:40Quindi ... ecco cosa ho imparato: quando si parla di povertà, noi, i ricchi, non dovremmo pretendere di saperla più lunga. Dovremmo smetterla di mandare scarpe e giocattoli a poveri che non abbiamo mai visto. E dovremmo sbarazzarci della pletora di burocrati paternalisti, destinando i loro stipendi a quei poveri che dovrebbero aiutare.

10:04(Applausi)

10:07Perché il bello del denaro è che possiamo usarlo per acquistare ciò che ci serve, e non ciò che presunti "esperti" ritengono che ci serva. Pensate a quanti brillanti scienziati, imprenditori e scrittori come George Orwell, stanno oggi appassendo nel bisogno. Pensate a quante energie e talenti potremmo liberare se ci sbarazzassimo della povertà una volta per tutte. Penso che un reddito di base agirebbe da capitale di rischio per le persone. E non possiamo permetterci di non farlo, perché la povertà è estremamente costosa. Guardate quanto costa, ad esempio, la povertà infantile negli Stati Uniti. È un costo stimato di 500 miliardi di dollari all'anno, in termini di maggiori costi sanitari, abbandoni scolastici e criminalità. È un incredibile spreco di potenziale umano.

10:59Ma parliamo del problema principale: come finanziamo un reddito di base garantito? In realtà costa molto meno di quanto pensiate. A Dauphin è stato finanziato con un'imposta sul reddito negativa. Perciò ricevete un'integrazione appena scendete sotto la soglia di povertà. E in questo scenario, stando alle migliori stime degli economisti, per un costo netto di 175 miliardi - un quarto del budget militare, o l'1% del PIL, degli Stati Uniti - potreste sollevare gli americani indigenti dalla soglia di povertà. Potreste eradicare la povertà. E dovrebbe essere quello, l'obiettivo.

11:38(Applausi)

11:40Il tempo del pensiero debole e delle spinte gentili è finito. Credo davvero che sia giunto il momento di idee nuove e radicali, e il reddito di base è molto di più dell'ennesima politica sociale. È anche un completo ripensamento del concetto di lavoro. E in questo senso, libererà non solo i poveri, ma anche il resto di noi.

12:02Oggi, milioni di persone sentono che il loro lavoro ha poco senso. Una recente inchiesta tra 230.000 impiegati in 142 nazioni ha scoperto che solo il 13 percento degli impiegati ama il proprio lavoro. Un altro sondaggio ha scoperto che il 37 percento dei lavoratori inglesi svolge un lavoro che loro per primi pensano non dovrebbe esistere. Nelle parole di Brad Pitt in "Fight Club", "Troppo spesso facciamo lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono."

12:31(Risate)

12:32Ora, non fraintendetemi - non sto parlando di insegnanti, netturbini e addetti alla cura alla persona. Se loro smettessero di lavorare, allora sì che saremmo nei guai. Parlo di tutti quei professionisti strapagati, con curriculum stellari, che si guadagnano lo stipendio con... riunioni tra pari di transazioni strategichecon focus sulla co-creazione dirompente nella società della rete.

12:52(Risate)

12:53(Applausi)

12:55O qualcosa del genere. Pensate solo a quanto talento stiamo sprecando, solo perché diciamo ai nostri ragazzi che dovranno "guadagnarsi da vivere". O a un brillante matematico di facebook, che qualche anno fa lamentava: "Le migliori menti della mia generazione cercano di convincere la gente a cliccare sulla pubblicità."

13:15Sono uno storico. E se la Storia ci insegna qualcosa, è che le cose possono cambiare. Non c'è niente di inevitabile nell'attuale struttura della società e dell'economia. Le idee possono cambiare il mondo, e lo cambiano. E soprattutto negli ultimi anni, è diventato più che chiaro che lo status quo è insostenibile:servono nuove idee.

13:39So che molti di voi sono assaliti dal pessimismo, davanti a un futuro di diseguaglianze, xenofobia e cambiamenti climatici. Ma non basta sapere a cosa opporsi: serve anche una causa da sostenere. Martin Luther King non disse, "Io ho un incubo".

13:54(Risate)

13:56Aveva un sogno, lui.

13:57(Applausi)

14:00Ecco quindi il mio, di sogno: io credo in un futuro in cui il valore del vostro lavoro non si misuri dalla busta paga, ma da quanta felicità diffondete e da quanto "significato" apportate. Credo in un futuro in cui l'educazione non serva a prepararvi all'ennesimo lavoro inutile, ma a vivere bene la vita. Credo in un futuro in cui una vita senza povertà non sia un privilegio, ma un diritto di tutti. È questo il punto. Abbiamo la ricerca, le prove e le risorse.

14:32Oggi, oltre 500 anni dopo che Tommaso Moro iniziò a scrivere sul reddito di base, e 100 anni dopo che George Orwell ha scoperto la vera natura della povertà, è tempo di aggiornare la nostra visione del mondo, perché la povertà non è una mancanza di carattere. La povertà è una mancanza di denaro.

14:50Grazie.

14:52(Applausi)

Rutger Bregman


video

LE STRONZATE DELLA LORENZIN



 La ministra della Salute Beatrice Lorenzin dovrebbe fare un passo indietro.
Nella giornata di ieri la Lorenzin ha dichiarato in un’intervista a Sky che “l’Austria invita a non andare a Gardaland perché c’è un problema di copertura vaccinale in Veneto“.
Immediata la replica del CEO del parco di divertimento Aldo Maria Vigevani, che qualche ora dopo ha smentito le affermazioni del ministro: “Gardaland tiene a chiarire che, all’interno del Parco, non c’è stato e non c’è alcun problema specifico legato alle vaccinazioni. Tra l’altro non ci risulta sia stata divulgata da alcun Paese estero una circolare che dissuada dalla visita a Gardaland”.
Di seguito la dichiarazione integrale della ministra Lorenzin:
“L’obbligo dei vaccini è stato deciso dopo numerose riunioni con i rappresentanti di tutte le Regioni, anche del Veneto, ed è una necessità dimostrata dai numeri e dai fatti. Il Veneto ha gravi carenze nella copertura vaccinale, e di questo non si può far finta di niente, anche agli occhi del mondo. Una settimana fa i giornali austriaci hanno riportato l’indicazione espressa dalle autorità sanitarie austriache che invitano i loro connazionali a non andare a Gardaland perché c’è un problema di copertura vaccinale in Veneto. Ci rendiamo conto dei messaggi che passano fuori da qui per alimentare polemiche esclusivamente politiche”.

Anche l’assessore alla Sanità della Regione Veneto Luca Coletto ha contestato quanto detto dalla Lorenzin: “Non c’è un’epidemia di morbillo ed i casi sono in diminuzione. Chiediamo ci venga data tale circolare; potrebbe trattarsi invece di una ‘epidemia politica’,” ha dichiarato Coletto.
Austria, vaccini e Gardaland, Fantinati (M5S): “Basta con questi rappresentanti incapaci”

Il parlamentare del M5S Mattia Fantinati ha commentato l’uscita della Lorenzin postando il video dell’intervista su Facebook e scrivendo:

“Basta con questi rappresentanti incapaci!!! Sentite questa, l’ennesima follia.
Secondo la Lorenzin, l’Austria avrebbe emesso una circolare sconsigliando di portare i bambini a Gardaland e di trascorrere le vacanze in Veneto a causa della bassa immunizzazione.
Ma un vaccino contro questa classe politica?”

Fonte:https://www.silenziefalsita.it/2017/06/16/austria-vaccini-gardaland/

http://direttanfo.blogspot.it/2017/06/condividete-lorenzin-nei-guai-lhanno.html

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QUESTA E' DA GALERA 
270 morti per morbillo a Londra. Le prove del reato, reiterato, di procurato allarme della Lorenzin. Stanno partendo gli esposti in tutte le procure di Italia.




SILVANO AGOSTI , Ascoltate il suo Logos...

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Chi l'ha detto che per essere dei filosofi bisogna avere una laurea? Silvano Agosti non ha terminato neppure le scuole elementari, eppure è decisamente più saggio di molti professoroni plurilaureati. Ascoltate il suo Logos...

venerdì 16 giugno 2017

LE SINDROMI DA SQUILIBRIO IMMUNITARIO POST VACCINALE

Il vaccino è un farmaco è non indenne da effetti indesiderati. Le interferenze che ogni vaccinazione determina al livello immunitario obbliga ad una condotta sanitaria di analisi clinica. Ciò vuol dire che per ogni vaccinazione è d’obbligo la valutazione clinica del soggetto, caso per caso e non la indiscriminata distribuzione del prodotto vaccinico, qual’esso sia.

Il sistema immunitario ha due funzioni separate e in equilibrio tra di loro, T1 e T2. Con T1 è indicata l’immunità cellulare, primaria difesa contro funghi, virus e protozoi; con T2 è indicata l’immunità sierologica (IgE, IgM, IgG), che produce anticorpi specifici. T1 è il processo di eliminazione diretti degli agenti aggressori.T2 rappresenta l’immunità funzionale ed il riconoscimento immunologico. Alla base di ogni problema immunologico c’è uno squilibrio tra le funzioni T1 e T2.


Un vaccino diminuisce l’immunità mediata da linfociti (T1) del 50%, due vaccini insieme del 70%. CHE DISASTRO FARANNO 6 IN UN COLPO e 12 A BREVE DISTANZA??? Che studi ci sono a riguardo, visto che siamo I PRIMI AL MONDO A SPERIMENTARE 12 VACCINI SUI NEONATI ???? E quando avremo 1.000 bambini morti e 10.000 autistici, chi dirà alle mamme che è colpa loro che si sono fidate di un governo corrotto? I vaccini riducono il numero di globuli bianchi, la vitalità dei linfociti, la segmentazione dei neutrofili. Il livello di produzione delle IgE è sotto lo stretto controllo dei linfociti T2. Lo squilibrio verso T2 è un fattore predisponente alle allergie (raffreddori, asma, rash cutanei, etc..). Nella vita odierna il condizionamento ambientale massivo dà luogo all’incremento esponenziale delle forme allergiche tra cui rinite allergica, asma bronchiale allergico, dermatite atopica, che rappresentano il risultato di una risposta T2 nei confronti di antigeni ambientali innocui (allergeni).
I vaccini contengono sostanze chimiche (formaldeide, squalene..) e metalli tossici (mercurio e alluminio) che hanno un forte effetto di depressione immunitaria (T1, ridotto numero di macrofagi). Il mercurio è il più allergizzante dei metalli insieme al nichel (T2, iperattività IgE, IgM). I vaccini attuali, con tutti gi additivi presenti, sono singolarmente un disastro: 12 assieme ripeteranno i danni della Talidomide.

AM


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giovedì 15 giugno 2017

Solidarietà al dottor Paolo Rossaro, perseguitato.

Paolo Rossaro è stato radiato dall’Ordine dei Medici di Padova dopo che la Cassazione l’ha condannato a 1 anno e sei mesi di carcere, pena sospesa, per omicidio colposo di un paziente canceroso. Il dottor Rossaro è quello di cui mi sono consapevolmente affidato dopo la diagnosi e l’operazione di cancro polmonare a piccole cellule, rifiutando deliberatamente la chemio , e seguendo invece, sotto la sua guida, la terapia di mega-dosi endovena di acido ascorbico.

Hanno rovinato la vita ad un medico di valore. La cosa addolora ma non stupisce. E’ una delle manifestazioni, sempre più frequenti, del totalitarismo ambientale che si chiude sopra di noi. Non è stupefacente che uno stato che insegna ai bambini la masturbazione e l’omosessualità, chiamandola “buona scuola”, chiami “buona medicina” e la sola autorizzata l’iniezione di dodici vaccini in una volta in infanti col sistema immunitario ancora non sviluppato, ed esegua ritorsioni sulle famiglie, repressioni, espulsioni e messa alla fame di medici. Lo Stato totalitario omosessista, quello che ci obbliga per legge ad accettare come normale l’innaturale, non si ferma certo alla pedagogia del gender negli asili. Esso ha una sua “scienza” innaturale, che impone per legge penale, conculcando la libertà dei medici – come conculca quella dei genitori e viola la coscienza intima degli scolari. Saremo sempre più oppressi, in tutt’altri campi, da questo totalitarismo dell’anormalità che si impone con la polizia e il carcere.


Se è esatta la dizione leggo che la Cassazione ha condannato Rossaro (fra l’altro a pagare 220 mila euro ai familiari del paziente morto nel 2007, Cristian Trevisan) perché “la Suprema Corte ha certificato l’esistenza del nesso di causalità tra le cure di medicina palliativa e la malattia che ha provocato il decesso di Cristian Trevisan”. La malattia del Trevisan era linfoma di Hodgins – di cui di solito si muore; stabilire “il nesso di casualità” fra le endovena di acido ascorbico e la morte per cancro, è appunto uno dei quei funesti miracoli totalitari, in cui sono i giudici, non i medici, a decretare la cura giusta e a punire per quella sbagliata.

M’ero offerto di testimoniare a favore del dottor Rossaro, portando il mio caso e il trattamento di acido ascorbico. I legali non l’hanno chiesto, e capisco perché. Probabilmente la sola cosa che avrei ottenuto sarebbe stata di far incriminare anche me, per falsa testimonianza o qualcosa del genere. Dopotutto, come potevo provare che avevo seguito quella terapia e non un’altra? Tutto ciò che ho, è una diagnosi iniziale dell’Istituto Tumori di Milano, e un’attestazione dell’avvenuta operazione chirurgica. Proprio perché questi trattamenti complementari avvengono fuori dai canali ufficiali, non abbiamo cartelli cliniche da esibire, referti sul decorso e follow-up, statistiche di remissioni o insuccessi, tassi di sopravvivenza a cinque anni, insomma “dati oggettivi” che placano la burocrazia totalitaria. Nello stato totalitario ospedaliero non si cerca la cura del paziente, ma l’adesione ai protocolli. Se segue i protocolli, il medico non sarà incriminato – anche se il paziente è morto per chemioterapia.

Come negli altri casi d’attualità, il gender ai bambini e le vaccinazioni , s’è notata anche contro Rossaro la funzione sciacallesca e ignorante dei media nel sostegno al totalitarismo. “Voleva curare il cancro con la vitamina C”!, con tono di derisione.

Ancor più tipico l’appoggio alla repressione di Rossaro del funzionario medicale, caratteristica figura del totalitarismo. “Parlare con i medici non è più sufficiente per contenere l’antiscienza”, dice Angelo del Favero,”direttore generale delle USL venete ed oggi dell’Istituto superiore di Sanità” – “Quindi fanno bene i medici a prendere provvedimenti a tutela del malato e della collettività. E’ compito della comunità scientifica autoregolamentari in modo rigoroso e fermare qualsiasi pratica non ufficialmente riconosciuta”.

Questa Boldrini medicale sorveglia: le pratiche “non ufficialmente riconosciute” vanno “fermate” – sono l’Antiscienza, si spinge a dire.

Brutta cosa impancarsi di scienza quando si è ignoranti della lingua inglese – mi affretto a precisare. Perché se no, il funzionario potrebbe mettersi al corrente di qualche recente scoperta sul sito del National Cancer Institute. Spero che sappia cosa è il NCI. E’ questa la più importante centrale mondiale delle ricerche sul cancro; organo del governo, è la più oggettiva autorità scientifica e clinica nel riferire, diciamo, lo “stato dell’arte” della malattia e delle terapie. Il National Cancer Institute anche una sezione sulle terapie “complementari”. Una sottosezione intitolata “HIGH-DOSE VITAMIN C”

https://www.cancer.gov/about-cancer/treatment/cam/patient/vitamin-c-pdq

Ossia: Vitamina C in alte dosi.

In cui il funzionario potrebbe leggere:

“Per endovena, la vitamina C può raggiungere livelli molto più alti di concentrazione nel sangue che somministrata per bocca”.

“Alti dosi di vitamina C sono stati studiati come trattamento di pazienti cancerosi fin dagli ani ‘70” ( see Question 2).



“studi di laboratorio hanno mostrato che alti dosaggi di vitamina C possono rallentare la crescita e la diffusione di cancri prostatici, pancreatici, epatici, del colon e d’altro tipo. (see Question 5).

“Studi su animali e di laboratorio hanno dimostrato che combinando la vitamina C con terapie anticancro può essere di aiuto, mentre altri sudi mostrano che certe forme di vitamina C possono rendere meno efficace la chemioterapia” [ovvio, l’acido ascorbico essendo un potentissimo anti-ossidante , quindi detossicante]-

“Studi su animali hanno mostrato che alti dosi di vitamina C bloccano la crescita di tumori in certi modelli di cancri pancreatici, epatici, delle ovaie, del sarcoma e del mesotelioma maligno”

“Alcuni studi sull’uomo di alte dosi di vitamina C in pazienti con cancro hanno mostrato un miglioramento della qualità della vita, miglioramento delle funzioni fisiche, mentali ed emozionali, dei sintomi di fatica, nausea e vomito, dolore e perdita di appetito”.

“L’infusione intravenosa di alte dosi di acido ascorbico ha causato pochi sismi effetti negativi nei test clinici”

“…La US Food and Drug Administration non ha approvato l’uso endovena di alte dosi di vitamina C come trattamento per il cancro”:

Tuttavia l’uso di questa terapia, definita “complementare”, non è vietato per legge negli Stati Uniti; non ci sono giudici che condannano medici che lo praticano a anni di galera. Basta consultare il web e si trovano una quantità di cliniche che propongono il trattamento a pazienti che rifiutano la chemio. Esistono ormai persino protocolli di somministrazione. Come questo:

https://riordanclinic.org/wp-content/uploads/2014/12/89022715.pdf




Prima di parlare di Antiscienza, bisognerebbe aggiornarsi. Ma il totalitarismo s erge e si mantiene su uno zoccolo di ignoranza. In Italia, naturalmente, di più.

Di Maurizio Blondet ,

https://www.rischiocalcolato.it/2017/06/solidarieta-al-dottor-paolo-rossaro-perseguitato.html




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mercoledì 14 giugno 2017

MOLLO TUTTO E VADO ALL'ESTERO

Ogni volta che un paese vive un periodo diffìcile, l'emigrazione aumenta e non è certo complicato comprenderne il perché: se le condizioni di vita peggiorano e decine di migliaia di persone si ritrovano senza lavoro, l'ultima possibilità di sopravvivenza risiede nel cercare condizioni migliori altrove. Tuttavia quella degli "esodati" (per usare un termine delicato e attuale) non è l'unica categoria di persone che scappano all'estero; ne esistono almeno altre tre, ognuna armata di ottime motivazioni..

La prima è quella dei ragazzi appena diplomanti o laureati che in qualche modo hanno difficoltà a trovare lavoro in Italia e quindi cercano all'estero terreno fertile per costruire il proprio futuro, l'altra è quella di chi non riesce più a vivere in una società diventata opprimente e alienante, per cui cerca, in un paese straniero, condizioni di vita più umane e stipendi adeguati. L'ultima è rappresentata dai pensionati, bestie sempre più rare che, percependo un'entrata mensile non sufficiente, si trasferiscono in quei luoghi dove la vita costa meno e dove possono percepire una pensione più elevata per via di una minor tassazione.

Ognuna di queste categorie ha una certa probabilità di successo e la necessità di seguire strade diverse, ma il loro intento è il medesimo: uscire da una situazione che non garantisce buone prospettive, allo scopo di elevare qualitativamente la condizione di vita e trovare maggior felicità.

Quando ci si trova in queste situazioni, cioè quando il movente è una sorta di fuga da condizioni non soddisfacenti, il rischio comune è quello di fare un salto nel buio, di vivere questa scelta come l'ultima opportunità, una sorta di "o la va o la spacca", convinti che ripartendo da zero tutto sarà più facile. In questo particolare stato psicologico si rischia di compiere errori che possono compromettere l'intero processo, precludendosi ogni possibilità di successo.

Le statistiche parlano chiaro: se valutiamo l'intera percentuale di italiani che tentano il trasferimento, ci rendiamo conto che quelli che ce la fanno sono solo una minima parte; la stragrande maggioranza rientra in patria prima di tre anni. L'elevata percentuale di fallimenti è dovuta al fatto che, generalmente, si prende sottogamba una scelta che nasconde moltissime incognite e svariati aspetti negativi.

Per quanto io possa stimare una persona che trova il coraggio di andare all'estero, non posso esimermi dal definirla "sprovveduta" qualora non elabori con attenzione e precisione un piano d'azione sul breve e lungo periodo.

Di recente ho parlato con alcuni amici che hanno tentato di trasferirsi all'estero senza successo, rientrando dopo pochi mesi. Alcuni hanno scelto di spostarsi con l'intera famiglia, altri, essendo single, si sono mossi in totale autonomia. In entrambi i casi è emerso come il fallimento derivasse dalle troppe aspettative riposte in un paese mitizzato da racconti e articoli letti in Rete, ma rivelatosi assolutamente inadatto alle esigenze di persone abituate a tenori e stili di vita ben diversi. Le statistiche, poi, mostrano chiaramente come la stragrande maggioranza delle persone (quasi il 95%) si trasferisca non in paradisi tropicali dove condurre una vita semplice ed economica, ma in quelle zone del mondo dove il lavoro è al centro dell'esistenza, come gli Stati Uniti o l'Europa.

Questi numeri dovrebbero farci quantomeno riflettere sulla realtà che si nasconde dietro le storie di giovani avventurieri scappati dalle metropoli per vendere cocktail sulla spiaggia, casi isolati di pochissimi fortunati, che purtroppo riecheggiano in TV e su noti portali specializzati in "trasferimento all'estero", illudendo migliaia di lettori sull'apparente semplicità con cui tale scelta può essere eseguita. È colpa di questo meccanismo, votato al solo scopo di "fare notizia" e attirare pubblico se, tra le fila di chi rischia tutto per cambiare vita, sono presenti più casi di fallimento che di successo.

Ecco quindi spiegato il ruolo di questo manuale, una guida pratica per evitare a tutti coloro che vogliono emigrare di compiere quegli errori (tipicamente sempre gli stessi) che possono minare il successo di questa delicata operazione. Vorrei che la mia esperienza fosse d'aiuto a chi come me ha sempre sognato di poter dormire cullato dal canto dell'oceano, inseguendo un'eterna estate, mentre la vita scorre serena e lo stress diventa un ricordo lontano.

Per tutti questi motivi non mi sono limitato a dare informazioni storiche, consigli di carattere organizzativo e tecniche psicologiche per affrontare il cambiamento. Ho ricercato, sintetizzato e tradotto tutte le norme e le leggi di quei paesi stranieri che le persone ritengono più interessanti, informazioni essenziali per affrontare nel miglior modo possibile uno dei passi più diffìcili che si possa compiere.

Queste nazioni non necessariamente corrispondono a quelle in cui gli italiani si trasferiscono con maggior successo, anzi, sono perlopiù i luoghi dei nostri sogni, quelli in cui immaginiamo di poter essere felici e spensierati per sempre. Come vedremo però, in alcuni casi si riveleranno mete piuttosto insidiose.


Mollo Tutto e Vado all'Estero
Guida pratica per crearsi una vita migliore in un altro paese
€ 10.9
http://altrarealta.blogspot.it/

martedì 13 giugno 2017

POLLI


http://altrarealta.blogspot.it/

La Francia dimostra che l’esperimento di golpe democratico è possibile. Chapeau per le elites

Per capire non servono molti numeri, ormai triti e ritriti in ogni tg o sito di informazione. Certo, il primo turno delle legislative francesi ha registrato l’affluenza più bassa dal 1958. Certo, En Marche! va verso il dominio assoluto dell’Assemblea nazionale francese, con oltre 400 seggi e sopra il 30% di consensi. Certo, crollano i Socialisti e vengono ridimensionate non di poco le ambizioni di Marine Le Pen e del suo Front National. Ma conta una cosa sola, avere memoria. Eccola, la memoria. (ANSA) – PARIGI, 6 APRILE 2016 – “Il ministro francese dell’Economia, Emmanuel Macron, esponente dell’ala liberale dell’attuale governo socialista di Francois Hollande, ha lanciato il proprio movimento politico. Intervenendo questa sera ad Amiens, la sua terra natale, il giovane ministro ha detto che il nuovo movimento si chiamerà “En marche!”, “In cammino!” e non sarà né a destra, né a sinistra. Amatissimo dai francesi, il ministro ha infine sottolineato che la candidatura nelle elezioni presidenziali del 2017 oggi non è la priorità”.

(ANSA) – PARIGI, 30 AGOSTO 2016 – Il ministro dell’Economia, Emmanuel Macron, ha rassegnato le sue dimissioni al presidente Francois Hollande per avere mano libera con il suo movimento En marche! in vista delle presidenziali 2017. Le dimissioni di Macron e l’eventuale inizio della campagna del giovane ministro (38 anni) per l’Eliseo aprono scenari nuovi per la situazione politica francese. Da mesi, le prese di posizione liberal di Macron venivano accettate con sempre maggior difficoltà da Hollande e dal governo. Il ministro aveva lanciato il 6 aprile il suo movimento politico, 6 giorni dopo – nel primo comizio – aveva proclamato di volerlo condurre fino al 2017 e fino alla vittoria. Oltre a Macron abbandona il governo anche la ministra per i territori d’Oltremare, George Pau-Langevin. Lo fa per motivi personali, annuncia l’Eliseo. Al suo posto, è stata nominata Ericka Bareigts”.


La questione è tutta qui: in poco più di un anno dalla fondazione, En Marche! ha conquistato tutto, Eliseo e Assemblea Nazionale. Di fatto, un regime. Molto liberal, molto globalista, molto attento ai diritti umani: ma un regime. Oltretutto, nato in vitro. Il vero “partito di plastica”, altro che Forza Italia. Di più, la scelta di divenire libero cittadino e soggetto politico attivo di Emmanuel Macron non ha neppure compiuto l’anno di vita, eppure ha già tutto a sua disposizione: nella fattispecie, un intero Paese. Da governare come meglio crede, stante il combinato disposto di stato di emergenza appena rinnovato fino al 1 novembre e controllo totale del Parlamento.

E c’è di più: nel conquistare tutto questo, ha anche ridimensionato – penso per sempre – il peso del Front National in Francia, incapace persino di raggiungere i 15 deputati necessari per formare un gruppo. Che situazione rassicurante, che meraviglioso vuoto pneumatico: un po’ come il sospiro di sollievo che percorre l’Italia in queste ore, dopo il pessimo risultato dell’M5S alle amministrative. Un mondo che festeggia come novità e segnale di speranza il quinto mandato da sindaco di uno come Leoluca Orlanda, non mi appartiene. Anzi, mi spaventa e mi nausea allo stesso tempo. Così come il ritorno sulla scena da protagonista di Silvio Berlusconi o il maramaldeggiare di Matteo Renzi, uno che dovrebbe essere a Rignano a decidere cosa fare da grande, stando alle sue stesse promesse pre-referendum.



Ma la gente vuole questo, prendiamo atto. Macron avrà anche preso il 32% di solo il 50% degli elettori recatisi alle urne ma lo ha preso, la gente ha creduto in lui e nel suo non-programma: citatemi un qualcosa di qualificante che Macron ha promesso alla nazione? Una forse c’è, in effetti. E a prefigurarla ci ha pensato il candidato della sinistra estrema, Jean-Luc Mélenchon: “Non esiste una maggioranza per distruggere la legge sul lavoro”. Eh sì, perché al potere all’Eliseo e all’Assemblea Nazionale ci sono sì volti giovani, nuovi, freschi e rassicuranti ma, in realtà, è l’agenda Attali ad aver preso in mano la Francia. Auguroni ai cugini d’Oltralpe per il futuro.

Ancora Mélenchon, subito dopo gli exit-poll: “I risultati mostrano un avanzamento molto netto del partito del presidente ma anche una situazione politica del tutto instabile: sta a noi convincere il Paese che bisogna fare altre scelte”. Infine, l’appello alla responsabilità per la prossima settimana, in vista al secondo turno: “Non date i pieni poteri al partito del presidente, siate vigili. Non è né sano, né auspicabile, per un presidente che ha raccolto solo il 24% nel primo turno delle presidenziali e che è stato eletto nel secondo turno solo per il rigetto contro l’estrema destra, beneficiare del monopolio della rappresentanza in Parlamento”. TROPPO TARDI, COMPAGNO.


Siamo alla deriva moderata come declinazione del nuovismo, del giovanilismo: l’esatto contrario del rinnovamento reale. Festeggiare Macron come colui che ha spazzato via la vecchia politica è come festeggiare il rientro nell’agone politico attivo di Cirino Pomicino: la grande anestesia globalista è entrata in circolo, la ketamina della pace sociale può fare il suo effetto e stampare sorrisi ebeti sui volti del nostro malcontento. Da oggi occorre essere felici e guardare al Partito unico europeista-massonico di Emmanuel Macron come al modello cui ispirarsi, se si vogliono stroncare i vari UKIP, Front National, M5S, Lega Nord, FPO e vivere sereni nel paradiso eurocratico.

Attenzione, i cosiddetti populisti hanno le loro colpe, non ultimo un deficit di credibilità nei confronti del vecchio sistema, quando si tratta di operare realmente e non limitarsi a fare opposizione gridata. Ma il caso Macron rappresenta il paradigma e il modello, ciò che ci attende: mai, nella storia, la stampa è stata così totalmente allineata e asservita a un candidato, oltretutto outsider, come è avvenuto in Francia. In meno di un anno, quell’uomo dalla faccia rassicurante quanto il suo passato di banchiere e le sue linde camicie in cotone Oxford, ha preso tutto, è il Napoleone 2.0: ma per conto di chi? Chi scriverà le leggi che Macron firmerà e promulgherà? Chi è davvero Emmanuel Macron?


Lo scopriremo solo con il tempo, visto che il secondo turno delle legislative appare giù oggi un inutile pro-forma, stante anche il sistema elettorale francese e la bassa affluenza al primo turno. Certo, anche Silvio Berlusconi era un outsider e fece il botto al primo colpo ma non partiva da un passato di ministro, era l’uomo più ricco e invidiato d’Italia, l’uomo che stava regalando ai cittadini il sogno della televisione, l’uomo che ti faceva vedere “Dallas” e una profusione di tette e culi al “Drive in”. Macron era, fino a due mesi fa, un oscuro funzionario, un ligio uomo di Stato, un ex banchiere di ottimi studi ma con il carisma di un savoiardo inzuppato. Ora è la Francia.

Le elites hanno vinto, c’è poco da fare: tocca levarsi il cappello e inchinarsi al potere di persuasione di chi sa tramutare ogni anfratto di reale in pericolo e psicosi, quando serve. L’instabilità dei populisti, il terrore dell’estremismo islamico, il salto nel vuoto dell’anti-europeismo stile Brexit, l’approccio antiquato di chi ancora rivendica diritti del lavoro a fronte di un’alternativa globalista che ti garantisce il diritto all’immigrazione, al cambio di sesso, al matrimonio gay, al cesso per indecisi sessuali, alle mille sfumature di gender, alla maternità surrogata come metafora quasi miltoniana delle possibilità assolute che garantisce il Male.

Ora mancano solo due tasselli: quello scontato del secondo turno e quello delle politiche tedesche del 24 settembre prossimo. Se, come pare scontato, Angela Merkel seguirà la parabola di potere di Leoluca Orlando, l’asse per le riforme europee sarà creato e istituzionalizzato, partirà la fase operativa dello svuotamento totale di sovranità residua degli Stati, in parallelo con l’agonia tutta britannica per il Brexit (la cua Macron ha funzionato bene anche per Jeremy Corbyn, a livello mediatico). L’Italia? Vassalla come sempre, ricattata e ricattabile da debito pubblico e sofferenze bancarie, spread e corruzione: chiunque esca dalle urne, in qualsiasi momento si decida di votare, sarà ulteriore anestesia. Come ci ha mostrato il primo turno delle amministrative. “Ma ogni cosa era a posto, ora, tutto era definitivamente sistemato, la lotta era finita. Egli era riuscito vincitore su se stesso. Amava il Grande Fratello”: così George Orwell concludeva “1984”.

Penso che nemmeno nei suoi più lucidi e ispirati deliri di preveggenza, il nostro avrebbe potuto immaginare En Marche! oltre al 30%, con la maggioranza assoluta in Parlamento e con il suo leader all’Eliseo dopo soli 14 mesi dalla sua nascita. Noi, invece, lo stiamo vivendo questo lucido sogno. O incubo. Anche perché, nel silenzio pressoché generale, mercoledì scorso in Francia è nato il Centro nazionale anti-terrorismo, unità d’elite e segretissima il cui unico riferimento è proprio il presidente, Emmanuel Macron: vi aspettate novità sul coinvolgimento dei servizi segreti francesi nel traffico delle armi servite per la strage del Bataclan? O sullo strano attentato sugli Champs Elysées? O sulla latitanza di Salah Abdeslam? Bravi, aspettate pure. E mettetevi comodi, ci vorrà del tempo. Parecchio.

Ora diventa tutto più difficile. Ora, davvero, gli spazi di libertà si restringono e si aprono i canyon del pensiero unico e delle sue libertà di plastica: volevi l’articolo 18, ora hai frappuccino di Starbucks. Ed è solo colpa tua. Chi delega la lotta, per paura e quieto vivere, è giusto che poi veneri il Grande Fratello. Credendolo, oltretutto, il suo liberatore. Perché lo hanno detto Giovanna Botteri e Lucia Goracci al telegiornale della sera.

lunedì 12 giugno 2017

Francia in Mano a Loro

Hanno stravinto in Francia, cappotto. Presidente e super maggioranza in parlamento, tutti gli altri schiacciati anzitutto dalla proprio fallimento e inadeguatezza.

Unico neo una astensione mai vista, e qui mi pregio di fare notare che alla fine se la gente non vota non arriva V per Vendetta, ma arriva M per Macrom.

Ad ogni modo….. ora tocca alla finanza, ai massoni doc, all’Europa dei palazzi e degli eccessi di Bruxelles e di Strasburgo.



Tocca a loro, è ufficiale, alla luce del sole. Il popolo li ha votati.

Vedremo cosa faranno, io non ne ho idea. Davvero, non lo riesco neppure a immaginare (e non mi importa nulla per la verità). Voi si? Per favore non mi citate il “programma” quello non conta una mazza.

Ora però… vogliamo parlare della LORO reazione al così detto populismo, vogliamo parlare del primo vero Manciurian Candidate della storia. Uno che viene fuori dal nulla a 6 mesi dalle elezioni e si ritrova tutti i media a supporto come per magia, uno senza partito che fa il partito in due mesi e stravince di nuovo come non si vedeva da decenni.

Facciamo attenzione perché in caso di emergenza ce ne saranno altri di Manciurian Candidate, LORO si sono adattati


 "... se la gente non vota non arriva V per Vendetta, 
ma arriva M per Macrom."

https://www.rischiocalcolato.it/2017/06/francia-mano-ora-vediamo.html
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